Un CD Rom dedicato alla biologiaL'architettura
di una cellula Un viaggio nel
vivente allestito
dalla Treccani con
il contributo
di molti Nobel |
| Probabilmente oggi tutti sanno che la
materia vivente è fatta essenzialmente di
cellule: milioni, miliardi di cellule che
formano strutture ed organi di piante,
animali, e i nostri stessi corpi. Ma forse
non tutti si rendono conto di che cosa è una
cellula: un'architettura complicata e
sofisticata, un "miracolo" di complessità,
come la definiscono molti biologi, e nel
caso delle cellule del nostro corpo e di
quello degli "animali superiori", ossia le
cellule eucariote, cioè provviste di nucleo,
una vera e propria officina in miniatura,
dove oltre al nucleo protetto da una
membrana (nel quale giace arrotolata in
una configurazione tridimensionale quella
grande molecola, che è all'origine di quasi
tutte le proprietà dell'organismo, il DNA,
nella quale è depositata nella sequenza
delle sue basi chimiche l'informazione che
presiede alla produzione di proteine ed
enzimi, e quindi ai caratteri fisici
dell'organismo), ospita nel citoplasma che
circonda il nucleo una serie di organelli
che provvedono al suo funzionamento e
alla realizzazione del progetto contenuto
nel DNA: dai ribosomi, fabbriche di
proteine, ai mitocondri, minuscole centrali
energetiche che riforniscono di energia la
cellula, e così via - insomma una fabbrica
microscopica ove viene realizzato a un
altissimo livello di efficienza il progetto
del DNA.
Conoscere la cellula significa conoscere il
proprio corpo e comprendere meglio il
mondo vivente e l'ambiente in cui viviamo:
così come conoscere il cervello significa
comprendere cosa è un sistema intelligente
e quali obiettivi nella nostra epoca si pone
la scienza. Insomma, leggere in profondità
le conoscenze della nostra epoca e anche le
prospettive che si pone. Frontiere della vita
sono in sostanza le nostre frontiere, sia
conoscitive che operative. Così l'Istituto
dell'Enciclopedia italiana (la Treccani) già
da qualche anno, nel quadro del suo
pluriennale contributo alla cultura del
nostro paese e allo sforzo del suo
svecchiamento da canoni e limiti che ci
portiamo addosso da decenni per motivi
storici, si era posto il compito di fornire al
Paese uno strumento di comprensione e
aggiornamento scientifico-culturale
producendo già due anni or sono un
volume dedicato appunto a Frontiere della
vita, voluto dall' allora presidente, il Nobel
Rita Levi Montalcini, al quale ha messo
mano il Gotha della scienza biologica
italiana ed estera. Adesso, come era stato
promesso, Frontiere della vita è diventato
un CD Rom, naturalmente aggiornato alle
ultime conquiste della biologia
molecolare, presentato monograficamente
da tre Premi Nobel, la Montalcini stessa,
Renato Dulbecco e il francese Francis Jacob.
Il passaggio dall'imponente supporto
cartaceo (tradizionale per i tipi
dell'Istituto) all'elettronica, comporta
naturalmente una differente fruizione:
rende cioè possibile un viaggio
affascinante, non solo informativo, ma
anche visivo, nella cellula, nel cervello,
nelle origini della nostra specie. Con
ricchezza di materiale iconografico, che
rende possibile, per ogni argomento, una
comprensione non solo intellettuale, ma
anche quasi tattile. Forse il tutto un po'
sbrigativo, almeno la parte didascalica, per
chi voglia raggiungere un più ampio
repertorio informativo: ma si sa che anche
la più generosa enciclopedia ha i suoi
limiti, e Frontiere della vita è in ultima
analisi una enciclopedia del vivente. Del
resto ciò riguarda l'architettura
complessiva dell'opera, un'architettura un
po' rigida e frammentaria, che rende più
difficoltosa una libera navigazione, guidata
solo dalle suggestioni dell'ipertesto, tranne
che nelle interviste alla Montalcini, a
Dulbecco e a Jacob, come sempre
chiarissime e ricche di suggestioni. Nel
complesso un'opera che - anche per il suo
minimo ingombro - può sostituire una
biblioteca divulgativa sull'argomento.
Esaudendo sia curiosità che bisogno di
informazione, consente una serie di viaggi
conoscitivi, ricchi di risvolti imprevedibili,
nei quali si accoppia alla nuda
informazione scritta l'immagine - sempre
suggestiva - della struttura di cui si tratta:
come per il cervello e più ancora per la
storia delle origini della nostra specie, nel
corso della quale possiamo "fare amicizia"
con quei simpatici ceffi dei nostri antenati,
almeno come ce li propongono le attuali
conoscenze paleontologiche e le
conseguenti ricostruzioni. |