| Severino: la Chiesa è sola a
difendere la ragione | "Il pensiero laico? Lo vedo seduto sui risultati cui è pervenuto il
grande pensiero filosofico contemporaneo. I conti con la
tradizione si fanno sempre meno, si vive di rendita: con troppa
facilità si dice che Dio è morto, che non esiste la verità assoluta".
Pesante l'ammissione di Emanuele Severino.
| La sua è una grave accusa quanto meno di superficialità alla
filosofia contemporanea. |
"Sì, però è anche vero che ci si siede sopra ai risultati essenziali
della filosofia contemporanea, che non può essere presa alla
leggera. Molte volte ho rivolto al mondo cattolico l'invito a non
confondere gli aspetti superficiali della filosofia contemporanea
con l'essenza di questa filosofia. La quale non può essere ridotta a
un fantoccio, seppur con tanto di motivazione, perché la
superficialità dei protagonisti della filosofia contemporanea
autorizza a questa riduzione. La si accusa, infatti, anche da parte
della Chiesa, di relativismo, di scetticismo. È vero, spesso la
filosofia contemporanea si presenta in superficie con questa
ingenuità. Però bisogna fare lo sforzo di vedere che cosa c'è
sotto".
| Dal dialogo sui temi etici si sta passando al confronto sui
fondamenti della fede. Dio esiste? E se esiste, perché c'è il
male? Il problema dell'immortalità e via elencando... |
"È inevitabile che il discorso si sposti in questa direzione".
"È inevitabile che si passi dalla riflessione etica a quella di tipo
onto-teologico perché l'etica tradizionale era l'invito all'uomo di
comportarsi tenendo conto dell'ordinamento del mondo, cioè del
senso ultimo del mondo, che per la tradizione è costituito da Dio.
Dunque, il fatto che ci si rifaccia al pensiero ontologico
metafisico è un buon segno. Direi, però, che ci si dimentica che
all'inizio della filosofia contemporanea ci sono stati i pensatori
essenziali che hanno fatto i conti con la tradizione, come Nietszche,
come Leopardi, come Gentile e qualche altro".
| Stanno emergendo, da questo dibattito, solo i grandi temi
esistenziali o anche quelli specificamente religiosi? |
"Oggi, in realtà, emerge un contrasto: da una parte si fanno strada
i temi esistenziali e temi religiosi, dall'altra c'è un mondo che va in
direzione contraria. Le parole e gli atteggiamenti del Papa sono
espressione di un dolore per il modo in cui il mondo procede. Il
contrasto che vedo è tra un mondo desacralizzato e un
cristianesimo che mostra una vitalità straordinaria. Specie la
Chiesa cattolica. L'attuale pontificato ha riportato la Chiesa tra i
protagonisti mondiali. Ma questa presenza della Chiesa è
contrastata da una mondanizzazione progressiva".
| Taluno sostiene che la cultura cristiana ha ridotto la capacità
argomentativa di dire la verità della fede. È anche lei di questo
avviso? |
"No. Uno dei meriti che la Chiesa ha avuto è di porre la fede in
sintonia con la ragione. Purtroppo oggi non si legge più San
Tommaso. Oggi, anche nel mondo cristiano, ci si allontana
dall'argomentazione. L'argomentazione su cui la Chiesa si
appoggia è quella di tipo tradizionale. È il modo in cui Aristotele
e Tommaso argomentavano".
| L'enciclica "Fides et ratio" come si colloca, in questo
contesto? |
"Un esempio più clamoroso di rispetto della ragione non potrebbe
esserci. È come se a difendere la filosofia è rimasta, oggi, solo la
Chiesa cattolica. E questo è un merito enorme. Anche se, come
facevo osservare, la Chiesa fa appello a una filosofia che è messa
sotto tensione da parte dell'essenza della filosofia
contemporanea". |