Fecondazione laica| Ciò che i cattolici non capiscono |
| E' una pura lista di luoghi comuni quella usata per
vituperare il permissivismo, il lassismo, e persino la perversione della
società laica che avrebbero portato al voto al Senato sulla legge per la
procreazione assistita. Sarebbe bello che (staccandosi dalla politica e
dalle sue effimere altalene) il mondo cattolico comprendesse un punto
fondamentale: la società laica, lungi dall'essere una società priva di
valori, ne è una produttrice indefessa e a 360 gradi. È profondamente
impregnata di valori che la religione non è mai stata in grado di
dispiegare nel sociale. Essi hanno una forte radice nel tema della
libertà, e non del libertarismo, come si sente dire spesso. Essi
scaturiscono dall'individuo, e non dall'individualismo. Nella società
laica e democratica il pluralismo dei soggetti di diritto si è
moltiplicato enormemente: le donne ne sono il maggiore esempio, ma
potremo parlare dei bambini, delle minoranze etniche e religiose,
degli animali, degli handicappati: i reietti del mondo godono nelle
società laiche di autentiche e ancorché imperfette parità.
E quel che i cattolici non riconoscono, e soprattutto in questo caso, ed
è peccato, è che questi valori sono in definitiva il frutto del meglio
che la religione stessa ha saputo indicare all'uomo moderno, e che la
quint'essenza della logica laica ha un forte contenuto spirituale. La
cecità di chi non lo vede crea barriere politiche, e consente alla
sinistra di far sua una vittoria che è invece di ogni cittadino liberale.
In questo caso il nesso è evidentissimo: la fecondazione assistita
anche eterologa, e la possibilità di procreare per le donne oltre i 40
anni, lungi dal portare un danno alla coppia e anche alla famiglia in
quanto istituzione, l'aiutano e la sostengono. Chi pensa alla
fecondazione eterologa come a un fatto deviante non vede come
invece la sua affermazione faccia parte di un pacchetto di valori
positivi che riguardano la famiglia intesa come comunità di solidi
affetti. Non si fa per sfizio o per consumismo. Non lo sanno soltanto
coloro che credono che i diritti e i doveri si regolino con i carabinieri
e con le leggi costruttive. Non lo sa cioè chi non ha una profonda
fiducia nella democrazia: e l'Italia ne ha sempre poca. |