RASSEGNA STAMPA

1 GIUGNO 2000
editoriale
Mereu: "Il problema è l'intolleranza"
"CINQUANTAMILA o due milioni finiti sul rogo, non è questo il modo corretto di affrontare il problema.
Che è legato invece al discorso sull'intolleranza. E qual è la struttura che ha fatto dell'eresia un reato e dell'intolleranza un sistema? La Chiesa. E' da lì che nasce tutto...". Si accalora, Italo Mereu, professore alla Luiss, storico insigne. Lui, che ha firmato quello splendido tomo sulla Storia dell'intolleranza in Europa (la sesta edizione verrà presto ristampata da Rizzoli), non si rassegna alle semplificazioni. "Per quanto mi riguarda, il Medio Evo, dal punto di vista politico, comincia nel IV secolo e finisce nel 1789.
Solo con la Rivoluzione francese infatti cambia il concetto di sovranità: da "discendente", cioè accentrata nella persona del papa e dell'imperatore, diventa "ascendente", cioè conferita dal popolo". Quanto alla stregoneria, il professor Mereu non ha dubbi: "E' stato il modo più infame della Chiesa per liberarsi del genio femminile. Bastava che una donna avesse una propria personalità, una virtù fuori dalla norma, che so, saper comporre versi, per essere bollata come strega. Senza parlare della tortura e del sistema inquisitorio, che non ha risparmiato nemmeno Giordano Bruno e Galileo Galilei". Una realtà, l'intolleranza, che non è sparita con il secolo dei Lumi. "Tutti i sistemi che guardano a un capo o a un partito, dal nazismo al comunismo, sono strutturati proprio come la Chiesa cattolica. I contenuti sono diversi, ma la struttura è identica. Ed è su questo che bisogna discutere". Del resto nemmeno la tolleranza è mai stata la stessa. "Sant'Agostino la invocava come modo per evitare un male maggiore.
Con Locke si passa ad un concetto di reciprocità, ma solo con Voltaire la tolleranza assume il suo significato vero: si può perdonare e vivere nella fratellanza, perché nessuno è portatore di verità".
Nemmeno gli storici, vero professore?
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