RASSEGNA STAMPA

31 MAGGIO 2000
STEFANO TRINCIA
Tra scienza e fantascienza
Fanno sensazione le ricerche di un fisico americano e di tre italiani.
E' stato superato davvero un limite ritenuto invalicabile?
Il dibattito è aperto. Le implicazioni tecniche potrebbero essere notevoli. La relatività, però, rimane inattaccabile
"Più veloce della luce, forse, ma senza ritorno al futuro". Con questo accattivante titolo il New York Times ha raccontato ieri nella sua pagina scientifica la straordinaria sfida ad uno dei pilastri della relatività di Einstein condotta da scienziati americani ed italiani: la possibilità cioè di far viaggiare dei dati ad una velocità maggiore di quella della luce. Il professor Wang Lijun dell'Università di Princeton sarebbe riuscito a produrre un fascio luminoso 300 volte più veloce dei 300.000 chilometri al secondo della luce.
Nell'esperimento italiano portato a termine da tre studiosi dell'istituto di ricerca delle onde elettromagnetiche del Cnr di Firenze - Daniela Mugnai, Anedio Ranfagni e Rocco Ruggieri - l'impulso luminoso avrebbe toccato velocità fino a 25 volte maggiori della luce. "Dal punto di vista teorico il nostro lavoro è iniziato nel 1989 - ha dichiarato Daniela Mugnai - ma le prove di laboratorio solo un anno fa. Inizialmente avevamo sperimentato fasci contenuti in guide d'onda, poi abbiamo utilizzato onde elettromagnetiche sotto forma dei cosiddetti fasci di Bessel". Il titolo del quotidiano Usa rende in maniera sintetica le perplessità che gli esperimenti hanno sollevato nella comunità scientifica Usa. Ovvero, i risultati ottenuti hanno una loro validità "virtuale", ma l'assunto di Einstein rimane un pilastro della fisica: nel senso che accettare come possibile una velocità in natura superiore alla luce "vorrebbe dire arrivare al futuro prima del presente", scrive il New York Times. L'esperimento del professor Wang, portato a termine al Nec Research Institute di Princeton e attualmente all'esame della rivista Nature, consiste nell'inviare un impulso di luce ad una determinata lunghezza d'onda attraverso una scatola trasparente piena di gas cesio: grazie all'energia acquisita dal gas da un precedente passaggio di luce, l'impulso tocca una velocità superiore di 300 volte ai 300.000 chilometri al secondo. Tanto, spiega il New York Times, da dare luogo ad un evento "fantascientifico": l'uscita dell'impulso dalla scatola appare precedere la sua entrata nel contenitore. Ovvero, grazie a questa innovazione, sarebbe possibile conoscere, e quindi condizionare il futuro. "Sembra proprio un bell'esperimento - ha dichiarato Raymond Chiao, professore di fisica all'università della California a Berkeley - ma rimane dubbio il fatto che la trasmissione dati possa propagarsi effettivamente ad una velocità superiore a quella della luce". Wang ha invece ribadito la validità della sua ricerca: "Il nostro impulso - ha spiegato - può effettivamente viaggiare oltre tale velocità e questo perché abbiamo a che fare con una proprietà speciale della luce che è un'onda priva di massa, diversa da un oggetto solido come un mattone". La ricerca dei tre italiani, pubblicata dalla rivista Physical Review Letters, descrive invece una propagazione di microonde nella normale atmosfera ad una velocità di poco superiore a quella della luce: "I risultati dei nostri esperimenti - ha spiegato la dottoressa Mugnai - potrebbero avere notevoli implicazioni in campo tecnologico. Si vedrà... Non possono, comunque, sovvertire le leggi base della fisica relativistica e le nostre conoscenze teoriche. Non so esprimere un giudizio più approfondito su quelli compiuti dal professor Wang. Ma non credo che sia possibile superare davvero la velocità di segnale della luce, che rappresenta un limite invalicabile". Il New York Times ha sottolineato come "dei processi in questione non si conoscono ancora molti particolari". La spiegazione risiede presumibilmente nella natura degli impulsi luminosi di cui gli scienziati hanno iniziato solo recentemente a scoprire l'enorme complessità. Quanto ad Einstein, può dormire tranquillo, sostiene gran parte degli esperti: alla prova dei fatti l'apparente aumento della velocità della luce non potrebbe mai consentire di risalire nel tempo o di cambiare il corso degli eventi.
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