E lo scienziato scoprì l'uomoCabibbo: grazie alla fede, nasce una nuova coscienza sociale Contributo decisivo per risolvere i problemi dei Paesi più poveri e per uno
sviluppo sostenibile del pianeta Per il fisico, presidente della pontificia Accademia delle Scienze, il
Giubileo dei ricercatori, in corso in Vaticano, rappresenta un
momento importante per riflettere sull'impatto di acquisizioni e
nuove tecnologie sulle persone
E sulle conseguenti responsabilità. Ma anche per fare il punto sugli
scenari futuri dell'indagine su materia e cosmo |
| "Con l'enciclica Fides et ratio, il Papa ha detto essenzialmente
agli scienziati: non dimenticate che dovete occuparvi anche della
tutela della persona umana. La Chiesa chiede alla comunità
scientifica una grande attenzione alle questioni nuove
dell'umanità. La persona umana subisce l'impatto delle
modificazioni sociali prodotte anche dalla tecnologia". Il
professor Nicola Cabibbo, presidente della Pontificia Accademia
delle scienze, ordinario di Fisica delle particelle all'università La
Sapienza di Roma, vede nel Giubileo degli scienziati un evento di
grande importanza ai fini del dialogo tra scienza e fede. L'arrivo di
tanti fisici, biologi, cosmologi, informatici, astronomi, è
l'occasione per una riflessione che la scienza compie su se stessa e
sulle grandi sfide del secolo.
| La persona umana è minacciata. E non solo dalle guerre. |
"È chiaro: negli ultimi cento anni, la scienza ha permesso un
grandissimo sviluppo di tecnologie che stanno cambiando la
società ma ora deve tener presente il rispetto della persona umana.
Questo aspetto che il Papa definisce "sapienziale", perchè attiene
alla saggezza e alla responsabilità morale. Ma questo è anche il
punto di contatto riconosciuto da entrambi i soggetti del dialogo,
la Chiesa da un lato e la comunità scientifica dall'altro".
| Nei fatti, la scienza come sta rispondendo all'appello della
Chiesa? |
"Molto bene. Un esempio evidente è l'Accademia Pontificia delle
scienze, alla quale gli scienziati partecipano in quanto scienziati.
Però riconoscono, in tutto il suo valore, l'invito della Chiesa a
concentrarsi sui problemi aperti dell'umanità, come la sorte dei
Paesi meno sviluppati".
| Il dialogo tra scienza e fede non è mai stato così vivace,
eppure i rischi per la persona umana non sono mai stati così
forti. |
"Il Giubileo degli scienziati è un segno di un dialogo aperto e
fattivo. Un dialogo nuovo: sono finite le contrapposizioni.
L'invito della Chiesa è rivolto a tutti gli scienziati. Vengono a
questo incontro anche per discutere del futuro della scienza. Lo
scienziato è il primo a valutare gli effetti positivi e negativi che le
sue scoperte potranno avere sull'umanità".
| Qualche ricercatore ha detto: che belle scoperte facciamo, ma
speriamo che nessuno se ne accorga. È una boutade? |
"Non è realistico questo atteggiamento. Ma è chiaro che la
responsabilità dell'applicazione della tecnologia ricade
sull'industria, sui governi, e sulla comunità internazionale".
| Ci vogliono incontri interdisciplinari come questo per chiarire
gli obiettivi della scienza. |
"Certo. L'anno scorso, a Budapest, l'Unesco ne aveva organizzato
uno sul tema: scienza e società. Ma il mondo cattolico ha
cominciato da molto tempo a toccare questo tasto; è sceso in
anticipo su questo terreno di lavoro. La Fides et ratio è anche un
invito a tornare all'epoca in cui non c'era distinzione tra scienza,
filosofia e pensiero. Allora l'umanità era più consapevole e la
cultura non era divisa in compartimenti stagni".
| Le sfide da affrontare sono tante. |
"L'umanità sta crescendo notevolmente dal punto di vista
quantitativo. Il contributo della scienza è essenziale, se non altro
per garantire approvvigionamenti alimentari. Per rendere
sostenibile lo sviluppo. Per trovare nuove fonti di energia. Una
volta l'uomo era ospite del pianeta; oggi ne condiziona la vita, ne
modifica il volto e la struttura (vedi la deforestazione e la
desertificazione). Ora la scienza ha il compito di valutare l'impatto
e di progettare soluzioni per mitigarlo. La responsabilità dello
scienziato è molto aumentata: lui deve saper indicare come gestire
questo sviluppo".
| Tardano ad arrivare progetti fattibili sulle energie pulite e
rinnovabili. |
"I progetti ci sono. Si va dal solare alle forme pulite dell'energia
nucleare. Ma siamo ancora lontani dalla possibilità di applicare
massicciamente queste forme di energia. Mentre aumenta sempre
più l'applicazione delle energie tradizionali, cioè dei combustibili
fossili".
| La fisica che cosa promette per questo secolo? |
"Nei prossimi decenni ci attendiamo sicuramente conoscenze
nuove sulla natura delle particelle elementari. Qui stiamo
parlando di quelle che sono le frontiere più avanzate della
conoscenza. Ci sono tante idee in corso. Esperimenti di grande
valore saranno eseguiti fra qualche anno (a Ginevra entrerà in
funzione il nuovo acceleratore del Cern, che aprirà nuove
possibilità di sperimentazione). Ne vedremo delle belle, come si
dice".
| Si aprono nuove prospettive per la ricerca cosmologica? |
"La recente foto dell'universo primordiale ha fornito ulteriori
conferme alla teoria del Big Bang. Ora, a livello di osservazioni,
l'obiettivo è raccogliere la massima informazione possibile
sull'universo subito dopo il Big Bang. Sono in atto altri
esperimenti su satelliti (quella foto, un vero scoop, era stata
ottenuta con mezzi relativamente modesti). Fra qualche anno,
voleranno satelliti che dovrebbero fornirci immagini molto più
precise. A livello teorico, l'attenzione si rivolge invece soprattutto
a quelli che furono i primi istanti del Big Bang, della palla di
fuoco".
| Ma come risalire all'ora zero dell'universo? |
"Naturalmente in quella fase è difficile trovare conferme
sperimentali alla teoria. Ma potremo dimostrare la coerenza
interna di tutto l'impianto teorico. C'è un modo indiretto, che
sicuramente ci darà informazioni utili: si tratta degli esperimenti
di fisica delle alte energie. Potremo esplorare il comportamento
delle particelle ad altissima energia, che corrispondono a quelle
che dovevano essere le particelle di un universo estremamente
caldo. Ogni ulteriore elemento che raccogliamo sul
comportamento delle particelle ci insegnerà qualcosa di utile, anzi
di prezioso, per conoscere quali caratteristiche ebbe il momento
iniziale dell'universo". |