| Teste calde da effetto serra |
| S. Fred Singer, "Hot Talk, Cold Science. Global Warmings Unfinished Debate", Oakland (CA).The Independent Institute, 1999 (il volume può essere ordinato al sito:www.independent.org. | Da anni molti ambientalisti accusano l'economia contemporanea di essere responsabile dell'innalzamento della temperatura dell'atmosfera, con tutte le conseguenze che potrebbero derivarne. Questa tesi (entro un'analisi che abbraccia l'intero spettro dei problemi ecologici) si trova anche nel recente volume di Sandro Pignatti e Bruno Trezza, per i quali "il sistema economico di tipo imprenditoriale, per sua intrinseca natura, tende a crescere senza limiti creando un conflitto insanabile con l'ambiente". Di qui la conclusione che "quanto, sta avvenendo nella biosfera per effetto dello sviluppo capitalistico dimostra che non si può lasciare la libertà di decisioni individuali in materia imprenditoriale ed economica".
Lo schema adottato dai due studiosi può così essere riassunto: l'ambiente è un ecosistema complesso incapace di reggere un'economia sviluppata come quella contemporanea. Ma nel momento in cui riducono gli esseri umani a semplici "parti interagenti" di un sistema che li trascende, Trezza e Pignatti fanno un mossa che anticipa ogni successiva conclusione e, in particolare, che annulla gli individui quali portatori di diritti e titolari di beni.
Gli autori del libro, d'altra parte sono esponenti di quell'ecologismo radicale secondo cui lo stesso concetto di "sviluppo sostenibile" (in nome del quale le classi politiche vanno imponendo ogni serie di vincoli e limitazioni) è da considerarsi nient'altro che un espediente volto a ricercare una qualche compatibilità tra l'economia e le preoccupazioni ambientaliste. Al contrario, a loro giudizio non si deve guardare alla natura, come a un insieme di risorse, dato che l'ambiente è "un sistema complesso che si mantiene tramite il funzionamento delle sue componenti in una condizione di omeostasi tale da consentire la vita al suo interno".
Da questa visione discende l'idea stessa della realtà come "ecosistema" e tutto quel fiorire di immagini oliste che compaiono a più riprese nel volume.
Il cuore della tesi di Pignatti e Trezza è quindi da individuare nella trasposizione di metafore organiciste dal singolo essere vivente (animale o vegetale) all'intero sistema socio-ambientale, letto alla stregua di un essere avente una vita propria. Grazie al concetto di "sistema ambientale", insomma, gli individui vengono dissolti quali portatori di diritti.
Per Pignatti e Trezza, nel momento in cui produce tecnologia, l'economia pone le premesse per l'irruzione della questione ambientale sulla scena storica. Il risultato, a loro giudizio, è che l'ambiente viene rapidamente consumato, e per lo più in maniera irreversibile".
Le conclusioni a cui essi giungono non sono prive di tratti bizzarri. Pignatti e Trezza arrivano a suggerire - tra le altre cose - che "un passaggio generalizzato alla dieta vegetariana" ridurrebbe l'impatto negativo sulla natura (e anche sul clima) causato dagli allevamenti di bestiame, dall'acquacoltura e così via.
In realtà, 'una simile, impostazione' sembra ignorare che vi è "valore" solo se vi è qualche, soggetto che lo riconosce. Sebbene mostrino chiaramente le loro personali preferenze nel momento in cui definiscono i propri criteri di giudizio e si sforzino di creare consenso intorno a essi, Pignatti e Trezza non riescono ad abbandonare le coordinate oggettivistiche che accomunano l'economia neoclassica e l'ecologismo contemporaneo, analogamente incapaci di avvertire che la vita sociale si sviluppa grazie all'incontro delle opinioni soggettive di quanti interagiscono grazie a scambi e contratti.
Ma se le cose stanno in questi termini, lo stesso inquinamento va visto come un'aggressione ai diritti e ai titoli di proprietà altrui: e
non può essere definito diversamente.
A proposito dell'effetto-serra, allora, se fosse possibile dimostrare che le attività industriali di taluni soggetti causano un surriscaldamento dell'atmosfera destinato a danneggiare altri uomini, nessuno potrebbe ignorare le proposte di chi vuole limitare la libertà d'impresa. In quel caso, d'altra parte, l'azione di quanti contribuissero ad alzare sensibilmente la temperatura dell'atmosfera sarebbe da considerarsi un'iniziativa aggressiva, lesiva di diritti legittimi.
Ma così non è, come mostra con notevole efficacia lo scienziato statunitense S. Fred Singer in Hot Talk, Cold Science, un volume in cui mostra come non solo all'interno della comunità scientifica vi sia ben poco accordo sulle possibili conseguenze, derivanti dall'aumento del biossido di carbonio nell'atmosfera e dallo stesso innalzamento delle temperature, ma come gli stessi dati di cui gli studiosi dispongono attestino che l'influenza delle attività umane sul mutamento climatico è ridottissima, mentre molto più rilevanti sono i fenomeni legati al moto orbitale della Terra e le alterazioni delle emissioni solari.
Le classi politiche che hanno proceduto a colpi di divieti e di carbon-tax insomma, hanno strumentalmente utilizzato a loro favore (per aumentare pressione fiscale e regolamentazione) un'isteria piuttosto diffusa quando si discute di simili problemi. Ma è tutto da dimostrare che questo tipo di decisioni abbia qualcosa a che fare con la scienza e risponda davvero alle esigenze del diritto e agli interessi dell'umanità. |