RASSEGNA STAMPA

4 MAGGIO 2000
GIORDANA SZPUNAR
Il filosofo Dewey cittadino del mondo
Convegno dell'università della Calabria
"Oggi ci sono le condizioni per cogliere in profondità il significato del pensiero di Dewey in relazione alla sua influenza a livello planetario e per comprendere quanto la sua filosofia sia importante per capire il mondo che ci aspetta, il mondo di Internet, della new economy della globalizzazione".
E' a partire da queste convinzioni che Giuseppe Spadafora ha organizzato, presso l'università della Calabria ad Arcavacata di Rende, un convegno internazionale sul grande filosofo statunitense, in collaborazione col Center for Dewey Studies, guidato oltreoceano da Larry Hickman (di cui è recentemente uscito in italiano, per i tipi di Armando, l'importante libro su "La tecnologia pragmatica di J. Dewey"). A cura del Center è stata trasposta su cd-rom l'edizione critica dell'opera completa di Dewey. E l'Università della Calabria si propone da tempo come uno dei maggiori centri di studi deweyani in Italia, come è testimoniato anche dal convegno su "Dewey oggi" (atti pubblicati da Abramo editore), svoltosi solo pochi anni orsono. La fortuna del pensiero deweyano ha conosciuto di recente una nuova stagione grazie alla pur discussa interpretazione di Richard Rorty, che ha posto il filosofo pragmatista tra i maggiori pensatori del '900, accanto a Wittgenstein e Heidegger.
Il convegno cosentino, al quale hanno partecipato numerosi specialisti italiani e statunitensi, si è confrontato con i diversi ambiti di pensiero affrontati dal filosofo, da quello scientifico all'estetico, dal piano politico a quello etico, a quello pedagogico. Sempre, però senza perdere di vista la connessione tra i tre importanti elementi posti al centro dell'incontro ("Filosofia, educazione, democrazia") e, soprattutto, senza dimenticare che, per comprendere uno dei molti piani della variegata riflessione deweyana, è sempre necessario tenere presenti tutti gli altri. Da segnalare, in particolare, gli interventi dei due decani degli studi su Dewey in Italia e negli Stati Uniti: Aldo Visalberghi e Hilary Putnam.
Il primo ha sintetizzato con grande maestria i suoi cinquant'anni di studi sull'argomento, proponendo la suggestiva immagine di un "Dewey cittadino del mondo". Il secondo ha presentato le intuizioni centrali del filosofo americano, evidenziandone le rilevanti conseguenze in campo etico.
Accanto allo sforzo di rileggere complessivamente il pénsieró di Dewey, altre relazioni hanno ripercorso la fortuna della sua opera nel Nord e Sud America, in Russia e in vari altri paesi europei, dall'Italia alla Spagna, dalla Germania alla Polonia. E' emerso così come la filosofia di Dewey, sia pure a volte fraintesa o "deformata", abbia comunque sempre inciso in modo significativo sulle diverse tradizioni culturali.
Non sono mancati tentativi di stabilire un dialogo a distanza tra Dewey e altri pensatori di rilievo mondiale. In tale direzione si sono mosse le relazioni di Mario Alcaro, che ha messo a confronto Dewey e Popper, e di Nicola Siciliani de Cumis, che ha analizzato il rapporto Dewey-Makerenko. Dalle quattro giornate di relazioni e discussioni è emerso come il metodo scientifico e la tensione verso una ininterrotta comunicazione aperta al senso comune sono gli atteggiamenti fondamentali da costruire e trasmettere tramite l'educazione affinché siano possibili una "democrazia reale" e la risoluzione "intelligente" dei problemi degli individui e delle comunità.
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