RASSEGNA STAMPA

30 APRILE 2000
GIUSEPPE CANTARANO
La teologia "dialettica" di Karl Barth e il paradosso di Dio e del Nulla
Nella sfida lanciata dal teologo tedesco Dio si contrappone al Niente e contemporaneamente lo contempla. Per l'uomo 1"unica speranza sul modello di Cristo è la redenzione
Karl Barth, "Dio e il Nulla", Morcelliana, pagine 207, lire 22.000
Non possiamo non dirci nichilisti, tutti noi esseri mortali. In realtà, Benedetto Croce aveva detto "cristiani". Ma è una sottigliezza del tutto trascurabile. Non è forse vero, come diagnosticò Nietzsche al tramonto del XIX secolo, che il nichilismo occidentale è figlio del cristianesimo? Del resto, noi non riusciremmo a pronunciare nulla di sensato sul nostro essere nel mondo - è ciò che afferma il nichilismo - se il cristianesimo non l'avesse rintracciato in Dio stesso, questo nulla. In quel Dio che annientandosi muore con suo Figlio sulla croce. Con quel Dio che in Gesù si fa nulla. Non è stato forse il cristianesimo a insegnarci che il nostro essere nel mondo è finito e limitato? Non è stato forse il cristianesimo a dirci e a ricordarci, quasi ossessivamente, che il nostro essere nel mondo è costitutivamente esposto al nulla? Ma "concretamente", cos'è questo nulla? Non certo un astratto e innocuo sostantivo. Il nulla, in realtà, è un altro modo per designare il male. E allora si capisce che a questo punto il tema si fa davvero spinoso e sconcertante. Poiché si tratta di pensare il male in Dio. Già: ma come è possibile? Karl Barth (1886-1968), il grande esponente della "teologia dialettica", evidentemente questo lo esclude. Anzi, nel suo libro "Dio e il Niente", che in realtà è il capitolo 50 del terzo volume della sua monumentale "Dogmatica ecclesiale", scritto durante la seconda guerra mondiale e pubblicato nel 1950, il nulla è ciò che sin dall'inizio e definitivamente è stato superato e vinto da Dio. Il nulla - o il Niente ("das Nichtige"), come Barth lo chiama - è "un elemento a cui Dio rifiuta in modo assoluto la benedizione del suo sostegno, della sua compagnia, della sua guida". Ma, afferma Barth, il "Niente si oppone in modo ostile non solo alla creatura, alla sua natura ed esistenza, ma ancor prima a Dio stesso, alla sua volontà, al suo disegno".
Tuttavia, è innegabile che Dio continui a mantenere una relazione necessaria con il Niente. Una relazione negativa, certo. Una relazione contrassegnata dal superamento: dal superamento definitivo del Niente. Ma pur sempre di una relazione con il Niente si tratta. E' a questo punto che tutta la grande tradizione filosofica e teologica occidentale si è arrestata ad interrogare questo scandaloso paradosso. Giacché, se è vero che del male, del nostro male, Dio non può essere ritenuto responsabile - come afferma Platone - è altrettanto vero che la caduta della nostra anima in questa "valle di lacrime" è necessaria. E la caduta della nostra anima, secondo Platone, lo stesso Agostino, e l'intera riflessione filosofica e teologica successiva, è un male. E allora, come facciamo a ritenere Dio innocente ("thèos anaitios")? E' in questa lacerazione profonda intervenuta tra Dio e la sua creazione che si insinua il terribile dubbio: forse che il male -il Niente, il Nulla - è in Dio? Perché se il male è in Dio allora ogni teodicea risulta impossibile. Ogni giustificazione divina del male nel mondo diventa impossibile. Non dice questo Barth. Per il grande teologo tedesco il Niente è il passato, l'antica minaccia, l'antico pericolo, l'antico non-essere, ormai definitivamente superato in Gesù. Il quale, con la sua morte, ha subito l'unica sorte che meritava: l'annientamento nel disegno provvidenziale del suo Padre. Il Niente è pertanto ciò che è stato vinto e liquidato per sempre. Eppure, questa rassicurante certezza ha bisogno di essere confermata da una tragica speranza. La speranza della redenzione. La speranza della resurrezione dei morti: è questo, del resto, il concreto fondamento della religione cristiana. Ma se le schiere di generazioni-tormentate dal male e abbattute dalla morte non resusciteranno vorrà dire che esse sono state annientate definitivamente dal Male e dal Nulla.
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Filosofia e Religione