Anche Gandhi è nato ad AteneIl primo non violento della storia è stato Socrate:
ne parliamo con Giovanni Reale "Come Gesù non ci ha lasciato scritti. Ma la loro morte è
radicalmente diversa" |
| "Fuori dalla cristianità non c'è che Socrate. Tu, o natura nobile e
semplice, tu eri veramente un riformatore". Queste parole di
Kierkegaard sono state scelte dallo storico della filosofia antica
Giovanni Reale, tra i massimi interpreti contemporanei del
pensiero greco, come citazione iniziale del suo libro Socrate. Alla
scoperta della sapienza umana, nelle librerie tra pochi giorni per
Rizzoli. Esse sono un sigillo lirico che rende bene l'idea del
Socrate che esce dalle pagine, ovviamente più speculative e
intepretative, di Reale: un Socrate che ha rivoluzionato
dall'interno l'oralità tipica dei greci, che ha introdotto un'idea
dell'anima, e di vita come "cura dell'anima", destinata a passare
poi nel cristianesimo e ad entrare nel Dna della cultura
occidentale, ma anche un Socrate teorico e pratico della non
violenza, un iniziato al logos per cui la libertà dell'uomo stava
nella vittoria sugli istinti di sopraffazione... Ma forse di tutto
questo è meglio parlare direttamente con l'autore.
| Professor Reale, per lei Socrate è l'eroe dell'oralità... |
"La mia tesi è che la filosofia è nata all'interno dell'oralità greca.
Ma non quella di Omero e di Esiodo, che parlavano per narrazioni
e immagini, bensì di una nuova forma che chiameremo dialettica,
perché introduceva un modo nuovo di pensare e di ragionare: non
più solo per immagini, ma per logica. Di questa oralità l'eroe
assoluto fu Socrate, che non scrivendo nulla portò alle estreme
conseguenze l'oralità tipica dei greci, però rivoluzionandola
dall'interno. Da qui, vista l'estrema difficoltà di ricordare
correttamente discorsi non in metrica, nascerà poi il dialogo
scritto; a cominciare dai discepoli di Socrate, tra i quali il più
celebre è Platone".
| Proprio per questo fatto di non avere scritto nulla Socrate
viene spesso avvicinato ad altri grandi "maestri" come Cristo
e Buddha. Ha senso questo paragone? |
"Le ragioni per cui Socrate non ha scritto nulla sono storicamente
molto chiare, bisogna tenerlo presente, però c'è una verità di
fondo. Lasciamo stare Buddha, Cristo è molto più chiaro. Cristo
ha fatto esattamente quello che Socrate teorizza: ha scritto le cose
più importanti nell'animo dell'uomo e non nei rotoli di carta.
Avrebbe potuto scrivere dei capolavori, ma non l'ha fatto perché
riteneva più completo il dialogo di anima con anima. E insegnanti
e professori di oggi non dovrebbero mai dimenticarlo".
| Socrate è stato spesso paragonato a Cristo anche per altri
motivi. Uno per tutti la sua condanna a morte, a furor di
popolo. E anche nel suo sottomettersi alle leggi e lasciarsi
uccidere Socrate assomiglia a Cristo. Usando un'espressione
di Simone Weil, è lecito vedere in Socrate delle "intuizioni
precristiane"? |
"Tra Socrate e Cristo c'è una sostanziale differenza, e proprio nel
modo di affrontare la morte: Socrate muore felice, Cristo
disperato. La filosofia greca assume l'atteggiamento di mettere in
parentesi la morte, e quindi tende a rimuoverla. Cristo invece, con
la sua vita, ci ha detto che la morte è veramente il male più grande
che c'è per gli uomini".
| Alla fine dunque Cristo risulta più umano di Socrate? |
"Sì".
| E questo anche se Socrate ha risposto all'enigma "conosci te
stesso" scritto sul tempio di Delfi con una filosofia che
riconosce i limiti dell'uomo, benché non li ritenga assoluti... |
"Conoscere se stessi per Socrate significa arrivare a "sapere di non
sapere". Solo Dio sa in modo assoluto. Mentre l'unica sapienza a
"misura d'uomo" è la filo-sofia, la quale non è un "possesso" ma
una "ricerca di sapienza". L'uomo è sempre in viaggio. Chi perde
questo senso della filosofia pecca di superbia. Ribaltando la cosa
con Kierkegaard: "L'ignoranza di Socrate era una specie di timore
di Dio o di culto di Dio"".
| Deriva qualcosa da questa teoria della conoscenza? |
"La scoperta più straordinaria di Socrate: che l'uomo è la sua
anima e che egli deve, se vuole essere perfettamente uomo, curarsi
per prima cosa dell'anima. Con quest'idea Socrate ha determinato
la specificità della cultura occidentale. È l'umanesimo. Molti
studiosi credono che quella dell'anima sia una dottrina creata dal
cristianesimo. Mentre il cristianesimo l'ha desunta dai greci".
| Ma l'idea di vita come cura dell'anima non porta a un
dualismo corpo-spirito? |
"No. Il corpo per Socrate è uno strumento necessario. C'è solo un
primato assiologico dell'anima. È Platone che poi accetterà più
pesantemente il dualismo".
| Lei parla di Socrate anche come il primo ad aver formulato e
praticato la rivoluzione della non-violenza. Molto prima di
Gandhi quindi? |
"Certamente. Per Socrate non bisognava mai scendere a patti con
la forza: l'unica arma che egli ammetteva era la persuasione, nei
confronti degli uomini ma anche dello Stato. Occorreva vincere
con-vincendo, andando contro l'istinto, e in nessun'altra maniera.
Una sola più alta forma di non violenza conoscerà l'umanità dopo
Socrate, quella dell'agape, dell'amore cristiano: ma, questa, alla
grecità rimase totalmente sconosciuta. Quella di Socrate era una
non-violenza più intellettuale". |