RASSEGNA STAMPA

29 APRILE 2000
GABRIELLA BOSCO
Sesso, riso, gioia estatica, il dono di sé secondo Bataille
Un'opera che si basa sulla teoria dell'eccesso, "parte malefica" che tentiamo di spendere per il bene comune. Una forma diversa di conoscere e di esistere: l'uomo che considera la sua vita al pari di quella di una stella
"IL LIMITE DELL'UTILE", UN TESTO'LABORATORIO, PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIANO: AIUTA A COMPRENDERE IL PENSIERO ATEOLOGICO DELLO SCRITTORE FRANCESE
Georges Bataille, "Il limite dell'utile", Adelphi, pp. 270, L. 25.000
Passato attraverso l'esperienza del surrealismo, Georges Bataille (1897 - 1962) - come Artaud, Blanchot, Leiris - di quell'esperienza conservò la volontà di andare oltre i limiti: a partire da quelli della scrittura, la distinzione in generi, l'uso consueto del linguaggio. Scrittore, filosofo, sociologo, etnologo, autore di romanzi e racconti, il suo pensiero investe arte, politica, letteratura, psicanalisi, religione. Erotismo e violenza sono per lui strumenti di un'esperienza mistica senza Dio. Le opere più note, saggi come La littérature e le mal e romanzi Le bleu du ciel, indagano l'esperienza dell'eccesso che confina con l'annientamento dell'io.
Il limite dell'utile è un testo laboratorio, e ha tutto il fascino dei libri rimasti intenzioni dell'autore, poi non attuati o attuati in maniera diversa. Rimasti privati, danno l'idea di far entrare più nell'intimo dell'autore, di far capire di più il suo pensiero. Nel caso di Bataille, non è impressione da poco. Tanto più che qui si tratta di intenzioni molteplici, variamente declinate in quattro manoscritti che si parlano l'un l'altro, riprendono, rispondono, echeggiano e poi annullano nel non compiuto, dopo la scelta delle parti destinate a sopravvivere.
Sono gli stadi preparatori per quello che sarebbe diventato, in un'altra forma, La part maudite. Scritti a fasi alterne tra il 1939 e il 1945 (e non si può leggerli senza tener conto della guerra in corso), vennero pubblicati da Gallimard nel 1976, nel VII volume delle Oeuvres complètes, tra La part maudite e la Théoríe de la religion, il tutto riunito sotto il cappello generale dell'Economie à mesure de l'univers (economia "generale", scienza nuova che doveva superare le strettoie del discorso economico capitalistico comprendendo i processi produttivi e quelli improduttivi per la cura di Thadée Klossowski. Oggi Adelphi riprende i testi raccolti nel Limite dell'utile, con lo scopo dichiarato di "fornire al lettore un ulteriore elemento per la comprensione del pensiero "ateologico" di Bataille", e li pubblica per la prima volta in italiano, aggiungendo in appendice una ricca scelta delle pagine (un centinaio) che nell'edizione originale costituivano l'apparato di note del curatore: varianti, integrazione, commenti, piani, una serie di aforismi, ricavati anche dalla gran quantità di carte in possesso di Madame Bataille. Frutto di un grosso sforzo editoriale, di collazione di parti che reggano omogeneamente il peso di un volume fittizio, il libro richiede anche da parte del lettore un notevole impegno per l'individuazione di tagli, cuciture, sovrapposizione di manoscritti, oltre che piena fiducia per le omissioni. Ma il risultato paga.
Scriveva Klossowski per spiegare il contenuto di quel settimo tomo delle Oeuvres complètes di Bataille: "Poiché l'irraggiamento solare è senza contropartita, poiché il sole dà la vita per niente (in cambio di niente), alla superficie del globo, per la materia vivente in generale, l'energia è sempre in eccesso. Se l'universo dilapida così se stesso, l'uomo non può essere che prodigo, "un rieur, un danseur, un donneur de féte". Solo la sua avarizia di essere separato lo separa da questa verità solare; può pure negarla, non può però spendere meno: è necessario che una quantità determinata di energia sia spesa in pura perdita". E citava Bataille: "La mia volontà decide la modalità, non la quantità della perdita".
E' la teoria dell'eccesso "Parte malefica che tentiamo di spendere per il bene comune" su cui si basa tutta l'opera di Bataille, alla cui origine c'è L'essai sur le don del maestro Marcel Mauss. La part inaudite ne è l'esposizione sistematica, fondamento dell'"economia generale" intesa come scienza dell'uso delle ricchezze. Il limite dell'utile raccoglie le tappe della lenta maturazione, ausilio alla lettura del testo compiuto, ma anche, o forse più ancora, esplorazione in molte direzioni del concetto di eccesso, che trova poi nella Théoríe de la religion (1948) un'applicazione: religione (ateologica) come ordinatrice della spesa, in quanto "ricerca dell'intimità perduta, sforzo della coscienza chiara per diventare interamente coscienza di sé". L'Histoire de l'érotisme, del 1951, che sarebbe stato pubblicato nel volume successivo delle Oeuvres complètes, doveva fornire un completamento - il sesso essendo, con il riso e la gioia estatica, una delle forme "primaverili" di spesa dell'energia in eccesso, fuoriuscita dell'essere dai limiti dell'utilità.
Nel Limite dell'utile il capitolo centrale, il quarto perno dell'insieme, si intitola "il dono della vita", e il primo suo paragrafo "il dono di sé". Ma le modalità considerate sono in questo caso la guerra e il sacrificio, gravitanti cioè nella sfera "invernale" della morte.
Nella sua nota al libro, "Una traccia lasciata su un vetro rigato", Felice Ciro Papparo definisce percorso "nucleare" quello in sette capitoli del testo, cioè addensato attorno ad alcuni temi destinati tutti a rifluire, diversamente distribuiti, nell'opera maggiore. Durante tutto il percorso è insistito il valore "comunicativo" del dispendio dì sé, che Bataille trova all'opera nei momenti di fusione tra i soggetti e distruzione dell'ipseità, e soprattutto in quella massima forma di dispendio, caratteristica della specie umana, che è il riso. Ne dovrebbe derivare una forma diversa di conoscere e di esistere, di cui sarebbe costitutivo un rovesciamento di prospettiva: l'uomo che considera la sua vita al pari di quella di una stella.
inizio pagina
vedi anche
analisi e commenti