RASSEGNA STAMPA

14 APRILE 2000
ARMANDO MASSARENTI
I geni dell'uomo
Senza dogmi la biologia vola più alto
Due idee hanno depistato sistematicamente l'opinione pubblica da quando, nel 1990, il Progetto Genoma è partito: l'idea che esista un'astrazione come il Genoma Umano; e l'idea che i geni agiscano deterministicamente.
In dieci anni abbiamo assistito al succedersi di notizie su scoperte del gene dell'intelligenza, dell'omosessualità, della schizofrenia. Persino dell'immortalità. E, nei giorni scorsi, il dipartimento del'Energia americano - parte del consorzio pubblico The Human Genome Project - ha reso noto il sequenziamento di tre cromosomi che sono subito stati associati al cancro al colon e al diabete. Al convegno "Genome 2000", conclusosi ieri all'Institut Pasteur di Parigi, J. Craig Venter - il presidente della Celera Genomics, la società privata che dieci giorni fa ha annunciato il completamento della sequenza delle basi genetiche di un individuo umano - nel suo intervento ha potuto far piazza pulita di tali malintesi. Ha insistito sulla variabilità individuale dei geni e ha attaccato frontalmente il determinismo biologico. A un certo punto ha mostrato una possibile carta d'identità genetica del futuro, con la foto di un suo collaboratore del Celera e, accanto, a mo' di codice a barre, una struttura a doppia elica indicante le sue possibilità di contrarre varie malattie. Trattandosi di un maschio, alla voce "tumore alle ovaie" la probabilità indicata era ovviamente 0. "Ecco, questo è tutto ciò che concedo al determinismo genetico", ha concluso ironicamente Venter, il cui leitmotiv è stato: del funzionamento dei geni sappiamo ancora pochissimo, e la mappatura sarà solo l'inizio di una grande avventura.
Sembrava di sentire Richard Lewontin, che fin dall'inizio ha attaccato la retorica miracolistica del Progetto Genoma Umano. Venter sapeva di parlare di corda in casa dell'impiccato, perché al Pasteur ancora si insegna il "dogma" "un gene = una proteina = una funzione = una malattia" su cui si sofferma nell'articolo che qui pubblichiamo. Ma neppure il Pasteur è stato molto gentile con lui. Nel comunicato stampa del convegno (dedicato ai progetti genoma di svariati microorganismi) si leggono le solite accuse nei confronti del lavoro di Venter: accanto al grande progetto pubblico, vi sarebbe anche "una compagnia privata, la Celera, che sequenzia anch'essa il genoma umano", ma si tratterebbe di un "sequenziamento probabilistico" che per il Pasteur non porterebbe a un sequenziamento completo. In realtà i nuovi metodi matematici e statistici sono il vero punto di forza di Venter: il quale ha sempre costretto i suoi detrattori a ricredersi. Nel '91, quando dissero che il suo metodo computerizzato non funzionava, ha fondato Tigr, che nel '95 ha completato i primi sequenziamenti di microorganismi mai realizzati; e nel '98 ha annunciato, insieme a quello del genoma umano, il sequenziamento completo della Drosophila, portato a termine in soli sei mesi, con gran sorpresa di tutti. Una serie di successi che, viste le convinzioni antidogmatiche di Venter, alla fine potrebbero avere il salutare effetto di liberarci da un'immagine fuorviante della biologia che ci ha accompagnato per un decennio.
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