RASSEGNA STAMPA

8 APRILE 2000
MARISA DE MOLINER
Monsignor Sgreccia: rischio di discriminazioni genetiche
Mentre a Washington veniva completata la lettura dell'intero patrimonio genetico umano, il "libro della natura", a Madrid il Pontificio consiglio per la famiglia della Santa Sede riuniva i Movimenti per la vita di tutta Europa, duemila persone, per una cinque giorni di convegni che si chiuderą domenica prossima. Ora che il Dna dell'uomo non ha pił segreti, la Chiesa si interroga sui risvolti etici delle nuove scoperte. A cominciare dai loro aspetti pił problematici. Sul progetto Genoma, mons. Elio Sgreccia, direttore dell'Istituto di Bioetica dell'Universitą Cattolica misura le parole come il contagocce di un laboratorio: "Dobbiamo vigilare - avverte - sulle possibili applicazioni negative della nuova scoperta che potrebbero essere causa di grave offesa alla dignitą e alla uguaglianza di tutti gli individui umani. Dalla possibilitą di una pił vasta applicazione della diagnosi prenatale a scopi eugenetici, alla tentazione di monitoraggio genetico come mezzo di discriminazione in ambito lavorativo e assicurativo". E' infine preoccupante - conclude - che ancora non sia stato ratificato il divieto do brevettazione del Dna, che rappresenta la struttura della corporeitą della persona e nel contempo il vincolo che connota l'umanitą".
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vedi anche
La mappatura del genoma