RASSEGNA STAMPA

7 APRILE 2000
PAOLO MASTROLILLI
Genoma, a un passo dalla mappa
La compagnia statunitense "Celera" annuncia di avere individuato le componenti chimiche del Dna
La ricerca consentirà di sviluppare nuove terapie per curare gravi malattie
La sequenza dei geni umani potrà essere ordinata non prima di due-tre anni Continua la gara con il consorzio pubblico
La compagnia americana Celera Genomics ha annunciato di essere arrivata ad un passo dalla mappatura completa dei geni umani. In sostanza, l'azienda con sede a Rockville, nel Maryland, ha dichiarato di aver finito la sequenza dell'intero genoma di un uomo. I suoi studiosi hanno individuato le componenti chimiche del Dna, che costituiscono i nostri geni.
Ora devono metterle in ordine, capire le loro funzioni, e definire la mappa vera e propria del genoma. Questo lavoro potrebbe richiedere ancora un paio di anni. Dal canto suo Antonio Spagnolo dell'Istituto di Bioetica dell'Università Cattolica di Roma ha commentato la notizia ricordando una dichiarazione dell'Unesco secondo la quale la conoscenza del patrimonio genetico non deve essere brevettabile, ma rimanere a disposizione dell'umanità. E il ministro della Sanità Rosy Bindi, in un intervento sul nostro giornale, rileva che le scoperte sul genoma aprono nuove prospettive e pongono inquietanti interrogativi. Quanto alla clonazione, il ministro sostiene che la presunta "neutralità" della ricerca non può sdoganare tutto ciò che viene partorito dai laboratori.
Ancora non siamo arrivati alla mappatura completa dei geni umani, ma la notizia annunciata ieri dalla compagnia americana Celera Genomics ci ha portati ad un passo da questo risultato. In sostanza, l'azienda con sede a Rockville, nel Maryland, ha dichiarato di aver finito la sequenza dell'intero genoma di un uomo. I suoi studiosi hanno individuato le componenti chimiche del Dna, che costituiscono i nostri geni. Ora devono metterle in ordine, capire le loro funzioni, e definire la mappa vera e propria del genoma. Questo lavoro potrebbe prendere ancora un paio di anni, e avviene in concorrenza con lo Human Genome Project, ossia il progetto di ricerca pubblico condotto dai laboratori di sei paesi, compresa l'Italia. L'iniziativa per fare la mappatura era partita 13 anni fa, e ha lo scopo di individuare tutti i geni dell'essere umano, per capire come fanno funzionare il corpo, e come possono essere trattati per curare gravi malattie. Il Dna ha circa 3,5 miliardi di paia di componenti chimiche, che creano un numero tra 80.000 e 100.000 geni, detentori delle informazioni per tutti i processi del nostro corpo, compreso il colore della pelle o degli occhi. Il consorzio pubblico dello Human Genome Project, che ha avviato l'impresa, ha l'obiettivo di mettere i dati a disposizione degli scienziati di tutto il mondo, e pochi giorni fa il presidente americano Clinton e il premier britannico Blair hanno ribadito l'impegno a seguire questa linea. La Celera Genomics, invece, è un'azienda privata, che ha lo scopo di ricavare profitti da questa operazione. L'anno scorso, infatti, i suoi dirigenti avevano offerto al consorzio pubblico di collaborare per accelerare il progetto, in cambio del diritto esclusivo ad utilizzare alcuni risultati, che potrebbero tornare utili sul piano commerciale a sviluppare terapie per le malattie. Ma Francis Collins, direttore del National Human Genome Research Institute, rifiutò l'offerta, e da allora è cominciata una specie di competizione. Quindi è probabile che l'annuncio della Celera abbia anche l'obiettivo di aumentare la pressione sul consorzio pubblico, mentre di sicuro ha già raggiunto lo scopo di far salire il valore delle azioni della compagnia, che ieri a Wall Street è cresciuto subito del 23%. Dopo la presa di posizione di Clinton e Blair, infatti, tutto il mercato delle aziende biotecnologiche aveva sofferto una crisi.
Ma mercoledì il capo della Casa Bianca ha chiarito che impegnandosi alla pubblicità dei dati, non voleva ostacolare il lavoro delle aziende private impegnate nello stesso progetto, e subito ieri è arrivato l'annuncio della Celera. Francis Collins ha detto di essere contento per il risultato raggiunto dai concorrenti, ma i responsabili dello Human Genome Project sostengono che la tecnica usata da loro per raggiungere lo stesso obiettivo è più precisa e affidabile. Il presidente della Celera, Craig Venter, ha detto che la sua compagnia potrà completare una "brutta copia" del progetto nel giro di poche settimane, e anche il consorzio pubblico prevede di raggiungere lo stesso risultato entro l'anno. La mappatura vera e propria, però, non dovrebbe essere completata prima di due o tre anni. L'annuncio della Celera, comunque, rende ancora più attuali due problemi chiave: primo, chi ha il diritto di possedere i dati del genoma; secondo, come bisogna usarli per il bene degli esseri umani. Sul primo tema, la posizione presa da Clinton e Blair dovrebbe garantire la pubblicità della mappatura, che ogni scienziato troverà su internet per utilizzarla liberamente nei suoi studi. Le terapie che verranno scoperte, però, sono un discorso diverso, e qui entreranno in ballo gli enormi interessi economici delle grandi aziende biotecnologiche e farmaceutiche
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vedi anche
La mappatura del genoma