Anche i matematici
celebrano il loro giubileo| Per una strana coincidenza, quasi a voler contrapporre
fede e ragione, il 2000 è l'anno della regina delle scienze |
| Quasi a voler incarnare metaforicamente una storica
contrapposizione fra fede e ragione, il 2000 è stato scelto
sia dalla Chiesa Cattolica che dall'Unione Mondiale dei
Matematici come proprio anno giubilare. La coincidenza,
ovviamente fortuita, è comunque significativa, perchè
sarebbe difficile immaginare espressioni di fede e ragione
più sintomatiche, rispettivamente, del cattolicesimo e della
matematica: una religione basata interamente su dogmi da
una parte, e una scienza fondata esclusivamente su
dimostrazioni dall'altra.
I punti d'incontro fra le due imprese non sono molti, e lo
dimostrano le statistiche che annoverano la quasi totalità
degli scienziati credenti occidentali fra i protestanti e gli
ebrei: fedi, queste, che non a caso educano al dubbio e alla
discussione più che alla certezza e all'accettazione.
Le manifestazioni dell' anno mondiale della matematica
competono, in varietà culturale e geografica, con quelle del
Giubileo vaticano. La cosa non sorprende, perché il
cattolicesimo sarà pure la lingua di un sesto della
popolazione del nostro piccolo globo, ma la matematica è il
linguaggio dell' intero cosmo. E, come diceva Galileo nel
Saggiatore, chi non la conosce non può leggere il
grandissimo libro dell'universo.
La lista degli eventi programmati dalle varie comunità
nazionali e internazionali per il 2000 è impressionante, e
scorrerla a grandi linee permette di ricordare le innumerevoli
(e, spesso, sconosciute o dimenticate) convergenze della
matematica con le aree più disparate della cultura scientifica
e umanistica: sfatando così un mito che la vorrebbe difficile,
noiosa, isolata, lontana dai bisogni e dagli interessi
quotidiani dell' uomo comune.
I legami fra matematica e arte saranno l'oggetto di un
convegno all'Alhambra di Granada, il capolavoro dell'arte
moresca che utilizza, per le sue decorazioni, tutte le
(diciassette) possibili simmetrie planari, classificate soltanto
a fine Ottocento dai cristallografi. Questo non è che un
esempio del profondo connubio fra matematica e arte
astratta, che ha assunto nel Novecento il ruolo di una vera e
propria poetica in movimenti come il De Stijl e il Bauhaus, o
artisti come Mondrian o Kandinsky.
Un'intera giornata al Parlamento spagnolo di Madrid attirerà
l'attenzione sui legami con la politica, più sorprendenti ma
non meno profondi di quelli con l'arte. Da anni sia la Casa
Bianca che gli Alti Comandi si affidano alle analisi degli
specialisti di teoria dei giochi. Oggi corsi di matematica della
politica vengono già regolarmente insegnati nelle università
statunitensi. Domani anche nei media le analisi scientifiche
soppianteranno i pettegolezzi vuoti, le cronache superficiali
e le opinioni dilettantesche.
A Parigi, come si addice alla città, si terrà un congresso su
donne e matematica: argomento quanto mai delicato, a
causa della supposta contrapposizione tra femminilità e
razionalità. Il presente che vede una maggioranza di donne
fra gli insegnanti di matematica è singolarmente costruito su
un passato avaro sì di grandi nomi, ma non vuoto. Basterà
ricordare, fra tutte, la libera pensatrice Ipazia di
Alessandria, che fu scarnificata nel 415 con conchiglie
affilate, dietro istigazione del Patriarca Cirillo: la ragione non
ha dovuto attendere l'Inquisizione per avere i suoi martiri.
Singolare e ironicamente autoreferente è il congresso che si
svolgerà a Monaco sul cosiddetto metodo Montecarlo, che
consiste nel calcolare la probabilità di un evento
simulandolo un gran numero di volte al computer. Non è
forse inutile ricordare che il metodo prende il nome dalla
sua prima e storica applicazione nel Principato: l'evento in
questione era la vincita al Casinò, e la probabilità
dell'evento calcolata mediante la simulazione umana (un
esperimento tuttora in corso) è risultata essere, ovviamente,
zero.
Se gli aspetti umanistici a cui abbiamo accennato possono
aver stupito qualcuno, chiunque invece sa o, almeno,
intuisce che dietro a ogni diavoleria tecnologica, dai forni a
microonde ai telefoni cellulari, dagli armamenti atomici alle
sonde interplanetarie, si cela una solenne dose della più
astratta matematica. Anzi, molta ne è stata sviluppata nei
secoli proprio per rispondere a esigenze pratiche, non
sempre e non tutte giustificabili moralmente o socialmente.
Questi risvolti etici rendono cruciali le discussioni sulle
applicazioni della matematica, in particolare alla fisica e
all'informatica, che saranno oggetto di convegni a
Casablanca e a Manzanillo di Cuba.
Il legame con l'informatica, in particolare, è oggi una Santa
Alleanza che ha già prodotto meraviglie quali le previsioni
del tempo. Rimane ancora vero, in generale, ciò che diceva
Niels Bohr, padre della meccanica quantistica: che fare
previsioni è sempre difficile, soprattutto sul futuro. Ma i
matematici stanno sviluppando strumenti sempre più
sofisticati per smentirlo, e sono dunque giustificati se
indagheranno quest'anno anche sul futuro della propria
disciplina, al Cairo e a Yonsei.
C'e' qui almeno un significativo precedente storico: già nel
1900 David Hilbert, inaugurando il congresso mondiale di
Parigi, aveva steso una lista di 23 problemi aperti che poi
guidò effettivamente la ricerca della prima metà del
Novecento. Oggi le cose sono cambiate, perché da un lato
la matematica è meno unitaria di allora, e dall'altro non c'è
più un genio universale come Hilbert. Ma uno sforzo
collettivo potrà forse identificare le sfide per il futuro
prossimo, e indirizzare lo sviluppo della disciplina per molti
anni a venire.
In ogni caso, non mancheranno le occasioni di incontro per
gli addetti ai lavori. Anzitutto a livello globale, nei congressi
che riuniranno gli specialisti dei vari continenti: gli europei a
Barcellona, gli statunitensi a Washington, i sudamericani a
Rio, gli asiatici a Manila. E poi nel fiorire di incontri locali,
che si terranno anche in nazioni come l'Algeria e la
Jugoslavia, sconvolte nel passato recente da ben altri
avvenimenti.
Per attirare l'attenzione pubblica su questi e altri eventi, in
tutto il mondo e per tutto l'anno saranno trasmessi
programmi televisivi, emessi francobolli, proiettati film,
tenute conferenze. Se vi capiterà di viaggiare e di trovarvi
nei metrò delle grandi città, fate attenzione anche ai muri: da
Buenos Aires a Bruxelles, da Montreal a Parigi potrete
vedere, per qualche settimana, poster culturali che regalano
formule e idee, invece dei soliti manifesti pubblicitari o
propagandistici che vendono prodotti o slogan.
Infine, in Italia, tenete d' occhio soprattutto le due giornate
del 6 e 14 aprile, quando i dipartimenti di matematica delle
varie università organizzeranno eventi cittadini che
riprodurranno in piccolo la varietà a cui abbiamo accennato:
potrete così andare anche voi alla ricerca e alla scoperta del
linguaggio universale che si cela dietro la tecnologia, la
scienza, la filosofia, la politica, l'arte.
E, per tornare agli inizi, anche dietro la religione. Non a
caso Dante, giunto di fronte a Dio, non potè far altro che
raffigurarselo matematicamente con tre cerchi colorati e
riflessi, e sentirsi come un geometra di fronte all'insolubile
problema della quadratura. Borges si chiese più volte che
cosa avrebbe potuto scrivere Dante dopo aver concluso il
suo poema, ma non vide mai questa possibile alternativa:
che se avesse saputo più matematica, forse non sarebbe
stato costretto a concluderlo. |