| Il Vangelo secondo la matematica | È possibile conciliare le scoperte della scienza con la fede? Per gli uomini del terzo millennio, quali domande religiose hanno
davvero un senso e dove è possibile trovare le risposte? Il mistero di Dio, l'origine ed il destino del Cosmo sono problemi teologici o
scientifici? A queste domande prova a rispondere Piergiorgio Odifreddi ne Il Vangelo secondo la scienza (Einaudi). L'idea di scriverlo
è venuta al matematico Odifreddi durante un soggiorno in India, dove la religione continua a permeare ogni atto della vita e della
morte di milioni di esseri umani. "Mi apparve evidente che l'atteggiamento tipico dello scienziato di superiore liquidazione delle
problematiche religiose come di un residuo culturale ed anacronistico, equivaleva ad un'assunzione di corresponsabilità nella
separazione delle due culture". Lo scopo del libro è dunque quello di avvicinare le due culture mediante la rivisitazione delle religioni
da un punto di vista scientifico. Odifreddi compie un excursus nelle principali problematiche religiose: la creazione, l'esistenza di un
Ente superiore, l'unicità della divinità, l'immortalità dell'anima e la sua origine, il Santo Graal come simbolo della ricerca del
trascendente. Alla fine di questo percorso, ricco di citazioni di padri della Chiesa, di filosofi e di fisici, Odifreddi fa sua l'affermazione
di Pitagora: "La vera religione è la matematica ed il resto è superstizione". "Se vogliamo cercare di annullare le differenze fra
sapienti ed ignoranti - conclude - la via maestra è l'insegnamento della matematica, che permette di salvare il salvabile, e cioè
l'esperienza spirituale a cui, come insegna il buddismo, si dovrebbe appunto ridurre la religione". |