RASSEGNA STAMPA

8 FEBBRAIO 2000
editoriale
Il futuro dell'universo nel Gran Sasso
Annunciato un eccezionale esperimento: neutrini "sparati" da Ginevra all'Aquila
Settecento chilometri in poco più di due millesimi di secondo. Un vero e proprio record di velocità che neutrini, prodotti artificialmente, si apprestano a conquistare. Quei misteriosi neutrini che scienziati di tutto il mondo stanno studiando e analizzando da anni e che - una volta scoperti i loro segreti - potranno finalmente dare una risposta addirittura sul futuro dell'universo. Per saperne di più, basta attendere il 2005 e recarsi nelle viscere del Gran Sasso, nei Laboratori dell'Istituto nazionale di fisica nucleare.
E' qui che, fra cinque anni, fasci di neutrini "sparati" dal Cern di Ginevra, completeranno la loro corsa, è qui che la scienza mondiale conta di capire qualcosa di più sulle origini dell'universo e sul suo destino finale. L'esperimento - che costerà cento miliardi e che avrà la durata di cinque anni - è stato presentato ieri dal premio Nobel Carlo Rubbia e da Antonino Zichichi come un "evento scientifico di rilevanza mondiale", in grado di completare le recenti ricerche portate avanti da scienziati giapponesi e confermare le intuizioni di Bruno Pontecorvo. Nel Laboratorio abruzzese i neutrini sono stati già oggetto, negli anni passati, di studi e di approfondite analisi. In particolare quei neutrini che vengono dal sole o dal cosmo. Il nuovo progetto (che si chiamerà "Cern neutrino to Gran Sasso") consiste nella produzione di un fascio di neutrini artificiali che, spinti da un acceleratore attraverso un "cannone" lungo un chilometro, effettueranno un lungo quanto rapido viaggio sotterraneo fino al Gran Sasso, dove un apposito rivelatore-bersaglio sarà pronto ad accoglierli. Le particelle saranno fotografate alla partenza e all'arrivo e sarà così possibile verificare se i neutrini avranno subìto dei cambiamenti, se la loro natura rivelerà dei mutamenti. Tutto è finalizzato a stabilire se i neutrini hanno una massa: in tal caso vorrebbe dire che l'universo ha una gravità in grado di bloccare la propria espansione. "I risultati di questa ricerca - ha detto ieri Rubbia - potrebbero rappresentare davvero una svolta nella fisica moderna". E Zichichi, in un seminario tenutosi al termine di una visita dei Laboratori da parte di una folta delegazione del Consiglio del Cern, ha sottolineato l'importanza dello studio sui neutrini, "vere e proprie strutture portanti dell'universo". Il nuovo esperimento rilancia il Laboratorio del Gran Sasso come "cuore scientifico" mondiale ma ripropone anche il problema della creazione, sotto il Gran Sasso, di un terzo tunnel. Quel tunnel che servirebbe esclusivamente il centro di ricerche ma che vede da sempre una forte opposizione da parte degli ambientalisti.
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