| PENTIMENTO DEI GESUITI, 4 SECOLI DOPO | IL 22 maggio 1992 Papa Wojtyla era a Nola, in Campania, patria del
filosofo Giordano Bruno, condannato al rogo come eretico a Roma il 17 febbraio dell'Anno
Santo 1600. La statua dell'illustre e disgraziato concittadino, che è sulla piazza, quel giorno era
stata coperta da qualcuno con un cappuccio nero. In un cartello posto ai piedi del monumento,
lo stesso Giordano Bruno ne dava la spiegazione: "Non voglio vedere il Pontefice".
In questo Anno santo 2000, forse, Giordano Bruno potrà togliersi il cappuccio nero di fronte a
Wojtyla. Anche per il rogo del filosofo di Nola arriverà un mea culpa ? La rivista dei gesuiti La
civiltà cattolica ammette ora che quel rogo "continua a bruciare e nella memoria e nella
coscienza di molti". In un incontro di studiosi, il 3 febbraio, nella sede romana della rivista, alla
presenza del cardinale Paul Poupard, verrà discussa la questione.
Anche quel 1600, dunque, era un Giubileo, anno del perdono, ma non per Giordano Bruno,
uno dei "clerici vagantes" del tempo, intelligenza irrequieta, insofferente di ogni freno sociale e
intellettuale, "accademico di nulla Accademia", come egli stesso si definiva, in giro per l'Europa
a suscitare sospetti in protestanti e cattolici. A Roma finì nelle prigioni dell'Inquisizione. Il
processo durò 7 anni, tra ammissioni di eresia e ritrattazioni. Alla fine di ogni udienza, quando
veniva riaccompagnato in carcere, il processato si sfogava in terribili bestemmie. I carcerieri le
annotavano e le riportavano ai giudici come prova della sua empietà. L'8 febbraio 1600 veniva
pronunciata la condanna a morte. Il filosofo era riconosciuto "eretico, impenitente e recidivo".
Per coloro che cadevano sotto questa formula, la prassi voleva che "vivi in igne mittantur",
fossero mandati vivi al fuoco. Se fosse stato almeno "penitente", sarebbe stato impiccato prima
della pena del fuoco. Il 17 febbraio, all'alba, sette frati di quattro Ordini diver si, che per tutta la
notte avevano cercato invano di convincere il prigioniero all'abiura, accompagnarono Giordano
Bruno fino al palco eretto in Campo dei Fiori. Il condannato venne spogliato e legato a un palo.
Gli serrarono la lingua in una morsa di legno perché non potesse pronunciare bestemmie. Un
frate gli tese un crocifisso, ma egli voltò la testa da un'altra parte. Venne appiccato il fuoco e le
fiamme lo divorarono lentamente.
Evoluzione di Anni Santi! Nell'Anno Santo 1900, massoni e anticlericali, in Campo dei Fiori, a
Roma, attorno alla statua di Giordano Bruno, avevano concionato, ballato, cantato, mandato
insulti a tutti i pontefici passati sulla cattedra di Pietro. Nell'Anno Santo 2000, a Roma, il
filosofo di Nola riceve un pentimento in casa dei gesuiti. |