RASSEGNA STAMPA

23 GENNAIO 2000
UMBERTO BOTTAZZINI
Fece rivivere l'Età della ragione
L'Età della Ragione. Pochi uomini del nostro tempo si sono identificati con quella stagione umanità come Clifford Ambrose Truesdell matematico e storico della scienza morto a Baltimora il 14 gennaio scorso. Di quell'Età amava la cultura e la scienza, la meccanica di Eulero e la musica di Bach.
Per molti versi Truesdell è stato un uomo fuori del comune. Come ricordava il "New York Times", un matematico e uno storico della matematica con al suo attivo oltre 250 articoli (alcuni anche in latino) e 26 libri. Un'autorità nel campo della letteratura, dell'arte e della musica.
Un grande cultore di musica barocca. Ne "Il Palazzetto", come aveva voluto chiamare la sua villa a Baltimora a testimonianza del suo amore per il nostro Paese, le note di un clavicembalo del Settecento risuonavano nei concerti che egli era solito organizzare.
Nato nel 1919, Truesdell aveva studiato al California Institute of Technology e poi a Princeton. Dopo la laurea aveva lavorato al MIT e all'università dell'Indiana prima di essere chiamato alla Johns Hopkins University a Baltimora. Tra gli innumerevoli riconoscimenti accademici, l'appartenenza all'Accademia dei Lincei dal 1972 era quello di cui andava più fiero.
Nel campo della storia Truesdell è stato il grande studioso di Eulero. Per due volte, nel 1958 e nel 1983 è stato insignito della medaglia Eulero dell'Accademia delle scienze dell'allora Unione Sovietica. Le sue introduzioni ai volumi dì meccanica pubblicati nell'edizione delle opere del matematico di Basilea sono ormai dei classici. Testi di riferimento per chiunque, matematico o storico, voglia scoprire quali tesori di scienza sono nascosti in quelle pagine.
Nel 1957 aveva dato vita all'Archive for Rational Mechanics and Analysis, tre anni dopo, all'Archive for History Exact Sciences. Nell'articolo di apertura, "Un programma per la riscoperta della meccanica razionale nell'età della ragione" invitava gli studiosi a condividere con lui "il piacere" di riscoprire la scienza dei matematici di quell'epoca. A trarre dagli scaffali "i polverosi volumi e leggerli giacché per due secoli non sono mai stati letti".
In pochi anni l'
Archive si è imposto come la più autorevole rivista per la storia delle scienze esatte. "Gli studiosi vengono, vanno e sono dimenticati ma ì testi rimangono", diceva Truesdell in chiusura di un suo intervento al convegno "Leonardo a Milano" del 1982. Un intervento diretto, critico e autocritico, com'era suo costume. Ora che anche lui se ne è andato, ci restano i suoi testi, fonte di ispirazione e di cultura matematica per gli storici delle generazioni future.
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