"Per le single fecondazione assistita"| Rodota contro la legge: anche per loro il seme del
donatore |
| "Anche le donne single devono poter ricorrere
alla procreazione assistita con seme di donatore". Stefano
Rodotà, Garante della privacy, lo ha affermato al Senato
durante un'audizione in commissione sanità dove la legge,
votata nella primavera scorsa alla Camera, è in discussione.
L'impianto del testo uscito da Montecitorio va nella
direzione opposta; passato con una maggioranza trasversale
di cattolici, Polo e Lega Nord, stabilisce una serie di
proibizioni tra cui le banche del seme, riserva l'accesso alla
provetta solo alle coppie eterosessuali e prevede che gli
embrioni finora congelati siano dati in adozione.
"Il Parlamento deve rispettare la posizione della Chiesa ma
occorre lasciare la libertà procreativa. D'altra parte lo Stato
non interviene nella procreazione naturale e legittima la
donna sola che decide di rimanere incinta. E il dibattito non
può diventare una questione ideologica, dobbiamo pensare
alla soluzione del problema che è quella di ovviare alla
sterilità", dice Rodotà precisando di essere stato sentito
come componente del gruppo europeo per la bioetica.
Lunga l'audizione al Senato che si è protratta per tre ore in
seduta notturna, è stato ascoltato anche il presidente del
comitato nazionale di bioetica, Giovanni Berlinguer per il
quale invece è inopportuno estendere la fecondazione
assistita alle donne sole e alle coppie gay. E ieri pomeriggio,
sono stati sentiti scienziati e medici come il ginecologo Carlo
Flamigni, sempre critico sull'impianto della legge.
Il Garante della privacy Rodotà ha indicato anche il rischio
che una legge restrittiva e sostanzialmente proibizionistica
produca una spirale di elusione e di evasione delle norme e
incrementi il "turismo procreativo", cioé i viaggi all'estero
per sottoporsi alla fecondazione eterologa. In Inghilterra, in
Danimarca, in Germania, in Spagna potrebbero fiutare il
business che i divieti italiani scatenano: "Non esiste nei paesi
della Ue la proibizione assoluta della procreazione
medicalmente assistita con seme di donatore; l'eterologa è
la regola". Rodotà lo ha spiegato nottetempo ai senatori
della commissione dove la polemica politica è serratissima.
Il Polo accusa infatti la maggioranza di centrosinistra di fare
di tutto per rinviare il dibattito e il voto in aula, volendo
riscrivere la legge. E anche il Ppi insiste perché si vada
subito all'approvazione del testo com'è stato approvato dai
deputati, e s'introduca finalmente una disciplina nel far west
della provetta. "Ma non questa legge, piena di
contraddizioni, pericolosa anche perché non può esserci
una morale di Stato che invade la sfera personale. Le
persone devono avere un quadro di assolute certezze entro
cui muoversi (il ministro della sanità, Bindi avrebbe già
potuto emanare un regolamento), però lo Stato non deve
andare oltre", afferma il garante. Che ha sollevato inoltre il
dubbio di incostituzionalità laddove la provetta viene
proibita alle donne single. Si porrebbe così - ha detto - una
discriminazione in base alle condizioni personali; "essere
nubile è da ritenersi una condizione personale", oltre a un
diritto alla salute.
A Palazzo Madama la commissione sanità ha fissato per
stamani alle 8,30 la seduta decisiva, quella cioé in cui
scegliere se dare mandato al relatore, il verde Francesco
Carella, di stilare un testo nuovo oppure portare l'attuale in
aula. Stamani anche Monica Bettoni, vice ministro della
sanità, esprimerà in Senato la posizione del governo. "Sul
piano dei principi il professor Rodotà ha assolutamente
ragione però la sua proposta è politicamente problematica",
commenta il senatore Carella che pensa a una legge
"leggera", senza entrare nel merito delle tecniche ammesse o
vietate. |