RASSEGNA STAMPA

21 GENNAIO 2000
GIOVANNA CASADIO
"Per le single fecondazione assistita"
Rodota contro la legge: anche per loro il seme del donatore
"Anche le donne single devono poter ricorrere alla procreazione assistita con seme di donatore". Stefano Rodotà, Garante della privacy, lo ha affermato al Senato durante un'audizione in commissione sanità dove la legge, votata nella primavera scorsa alla Camera, è in discussione.
L'impianto del testo uscito da Montecitorio va nella direzione opposta; passato con una maggioranza trasversale di cattolici, Polo e Lega Nord, stabilisce una serie di proibizioni tra cui le banche del seme, riserva l'accesso alla provetta solo alle coppie eterosessuali e prevede che gli embrioni finora congelati siano dati in adozione.
"Il Parlamento deve rispettare la posizione della Chiesa ma occorre lasciare la libertà procreativa. D'altra parte lo Stato non interviene nella procreazione naturale e legittima la donna sola che decide di rimanere incinta. E il dibattito non può diventare una questione ideologica, dobbiamo pensare alla soluzione del problema che è quella di ovviare alla sterilità", dice Rodotà precisando di essere stato sentito come componente del gruppo europeo per la bioetica.
Lunga l'audizione al Senato che si è protratta per tre ore in seduta notturna, è stato ascoltato anche il presidente del comitato nazionale di bioetica, Giovanni Berlinguer per il quale invece è inopportuno estendere la fecondazione assistita alle donne sole e alle coppie gay. E ieri pomeriggio, sono stati sentiti scienziati e medici come il ginecologo Carlo Flamigni, sempre critico sull'impianto della legge.
Il Garante della privacy Rodotà ha indicato anche il rischio che una legge restrittiva e sostanzialmente proibizionistica produca una spirale di elusione e di evasione delle norme e incrementi il "turismo procreativo", cioé i viaggi all'estero per sottoporsi alla fecondazione eterologa. In Inghilterra, in Danimarca, in Germania, in Spagna potrebbero fiutare il business che i divieti italiani scatenano: "Non esiste nei paesi della Ue la proibizione assoluta della procreazione medicalmente assistita con seme di donatore; l'eterologa è la regola". Rodotà lo ha spiegato nottetempo ai senatori della commissione dove la polemica politica è serratissima.
Il Polo accusa infatti la maggioranza di centrosinistra di fare di tutto per rinviare il dibattito e il voto in aula, volendo riscrivere la legge. E anche il Ppi insiste perché si vada subito all'approvazione del testo com'è stato approvato dai deputati, e s'introduca finalmente una disciplina nel far west della provetta. "Ma non questa legge, piena di contraddizioni, pericolosa anche perché non può esserci una morale di Stato che invade la sfera personale. Le persone devono avere un quadro di assolute certezze entro cui muoversi (il ministro della sanità, Bindi avrebbe già potuto emanare un regolamento), però lo Stato non deve andare oltre", afferma il garante. Che ha sollevato inoltre il dubbio di incostituzionalità laddove la provetta viene proibita alle donne single. Si porrebbe così - ha detto - una discriminazione in base alle condizioni personali; "essere nubile è da ritenersi una condizione personale", oltre a un diritto alla salute.
A Palazzo Madama la commissione sanità ha fissato per stamani alle 8,30 la seduta decisiva, quella cioé in cui scegliere se dare mandato al relatore, il verde Francesco Carella, di stilare un testo nuovo oppure portare l'attuale in aula. Stamani anche Monica Bettoni, vice ministro della sanità, esprimerà in Senato la posizione del governo. "Sul piano dei principi il professor Rodotà ha assolutamente ragione però la sua proposta è politicamente problematica", commenta il senatore Carella che pensa a una legge "leggera", senza entrare nel merito delle tecniche ammesse o vietate.
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