UN CONVEGNO SULLA FORMAZIONE DELLE GENERAZIONI EMERGENTI| Platone e la nuova classe dirigente |
|
| "Giovani e Stato: la formazione delle nuove generazioni". Su questo tema domani (alle 17) e dopodomani (alle 10)confronto a più
voci a Palazzo Serra di Cassano, con l'intervento tra gli altri di Sergio Zoppi, del quale pubblichiamo un intervento, Rita Borsellino,
Anna Maria Dominici, Provveditore agli Studi di Napoli, Remo Bodei, Bruno Forte. Sabato le conclusioni sono affidate ad Antonio Bassolino. |
La sfida planetaria e la crisi dello Stato liberal-democratico sono in mezzo a noi. Nella difficoltà di costruire nuovi modelli teorici, una
sicurezza ci accompagna, senza però che ne sappiamo trarre fino in fondo le necessarie, obbligate conseguenze: lo sviluppo -
inteso come capacità di accrescere la ricchezza collettiva, accompagnandola con il radicamente di valori civici - non può
prescindere dalla capacità di realizzare, alle varie soglie culturali e professionali, un insieme di azioni idonee a preparare le nuove
risorse umane, dando loro un progetto che le sottragga alla frammentazione quotidiana. Risorse in grado di possedere e maneggiare
le conoscenze e le competenze rese necessarie dalla competizione senza soste nella produzione, nei servizi, nei mercati, ma
anche capaci di agire, con maturità e forte sentire all'interno dei molteplici settori entro i quali si articola la vita quotidiana.
Perché, per lo sviluppo, occorre dar luogo a una tessitura di rapporti - tra singoli e gruppi, imprese ed istituzioni pubbliche - che
coinvolgano amministrazioni elettive regionali e locali ed autonomie funzionali, comunità e vita sociale, ricerca e formazione,
nell'intreccio tra appropriati modelli organizzativi.
All'interno di questo scenario, è in particolare l'alleanza stretta e ben finalizzata tra enti locali e scuole che è chiamata a produrre
effetti positivi e permanenti, nel favorire la crescita di risorse endogene ed il loro reciproco, continuo scambio ed arricchimento.
Proprio nell'epoca della globalizzazione, le reti locali, che sono la risorsa più autentica del "sistema Italia", possono irrobustirsi,
connettendo le tradizionali capacità d'integrazione sociale ed economica con una altrettanto forte capacità di specializzazione. Le
condizioni prime per l'uscita del Mezzogiorno dalla marginalità richiedono, attraverso un'accorta ed autorevole regia politica
confortata da leggeri strumenti d'indirizzo, di coordinamento e di controllo, il consolidarsi di una classe dirigente nuova, capace di
trasferire cultura dell'organizzazione e del risultato (avvalendosi di avanzati modelli organizzativi) alle strutture pubbliche e di stabilire
rapporti di collaborazione e di reciproco arricchimento con gli operatori del mercato. In particolare necessita, e finalmente se ne sono
poste le concrete premesse, la preparazione, su vasta scala, dei "lavoratori della conoscenza", giovani che, sia nel lavoro autonomo
come in quello dipendente, portino uno spirito diverso dal passato, una consapevole capacità gestionale.
Di fronte alla complessità delle società moderne, all'aumento dell'interdipendenza tra globale e locale, si ha bisogno di soggetti,
singoli ed istituzionali, aperti ed attenti, capaci di apprendere e di spostare l'accento dal potere al sapere ed al saper fare.
Ancora una volta, richiamandosi ad incisive ed ammonitrici affermazioni di Platone, l'Istituto italiano per gli Studi filosofici coglie
l'esigenza del momento ed invita tanto alla riflessione quanto al dibattito appassionato. L'obiettivo è favorire l'inserimento dei giovani
per l'edificazione del nuovo Stato, rendendoli cittadini protagonisti, rifuggendo da sirene ammaliatrici e da infingardi custodi del
sapere.
Risulterà allora essenziale una preparazione di qualità, nell'intreccio fecondo e costante tra rinnovate istituzioni scolastiche ed
autonomi e autorevoli presidi di ricerca, di studio, di alta formazione, aperti al mondo e dal grande mondo senza frontiere della
scienza e della cultura tanto frequentati e amati. |