USATA DA 70 MILIONI DI DONNE NEL MONDO| Poco amata dalle italiane |
| Due donne ed un biologo, a cena in un ristorante di Worcester, nel Massachusetts, in un giorno imprecisato del 1950. Dopo il
dessert, una delle due signore, la ricchissima Katherine McCormick (l'altra è Margaret Sanger, la pioniera americana della
pianificazione delle nascite) stacca un assegno di 40mila dollari a favore della Worcester Foundation for experimental biology. E
cambia la vita di buona parte dell'altra metà del cielo.
Grazie proprio a quella prima donazione ed alle successive, Gregory Goodwin Pincus con il fido assistente Min Cheh Chang ed
un'agguerrita equipe di chimici riescono infatti a completare gli studi sulla fisiologia femminile ed a mettere a punto una nuova
sostanza, il "noretinodrel", un progestinico di sintesi che si rivela attivo anche se assunto per via orale. Dopo appena 10 anni ed una
sperimentazione clinica che oggi farebbe molto discutere (a fare da cavia non furono le ricche americane ma donne portoricane ed
haitiane, oberate dalla povertà e da un numero incredibile di gravidanze), la Food and Drug Administration autorizza la vendita di un
farmaco contenente 10 milligrammi di noretinodrel e 0,15 di mestranolo, un estrogeno. Il suo nome commerciale è "Enovid" ed è il
primo prodotto nella storia della farmacologia ad avere come indicazione primaria la contraccezione. In pochi mesi per tutti, non solo
per le donne, diventa la "pillola".
Sono oltre 70 milioni nel mondo le donne che oggi ricorrono alla contraccezione orale, ovvero ad un derivato dell'Enovid. Pur
basandosi sullo stesso principio (rendere infertile la donna, bloccando l'ovulazione con la somministrazione combinata di estrogeni e
progestinici) le pillole oggi in commercio contengono infatti altri derivati sintetici degli ormoni femminili più potenti e quindi
somministrabili in dosi molto minori. E pur mantenendo un'efficacia intorno al 100%, gli effetti collaterali di questi prodotti sono molto
inferiori, il che è drammaticamente importante trattandosi di sostanze che devono essere usate senza interruzioni per molti anni.
Non solo la pillola di oggi non aumenta il rischio di tumori ma, come hanno dimostrato numerose ricerche epidemiologiche, ha un
effetto protettivo contro il carcinoma delle ovaie e quello dell'endometrio. Sono state messe a punto anche la "minipillola", a base
del solo progestinico, e le cosidette "preparazioni sequenziali", che forniscono alla donna l'estrogeno per i primi 14-16 giorni del
ciclo e l'associazione di un estrogeno con un progestinico per i successivi 5-6 giorni. Un prodotto che fa ancora molto discutere è
quello a base di "levonorgestrel", ovvero la "pillola del giorno dopo". Due compresse, prese entro 72 ore dal rapporto sessuale non
protetto, possono indurre le mestruazioni e quindi scongiurare una gravidanza non voluta. Secondo molti, più che un contraccettivo,
è un vero e proprio abortivo.
E le italiane? Che cosa rimane delle battaglie femministe degli anni '70 per far abolire l'articolo 553 del codice penale, secondo il
quale era reato ogni attività tendente ad impedire la procreazione, oltre che l'aborto?
Anche se l'uso della pillola è più che
raddoppiato dal 1989 ad oggi, l'Italia rimane il fanalino di coda fra i paesi industrializzati. Usa regolarmente la pillola solo il 16,4%
delle donne italiane, contro il 44,7% delle olandesi, il 31, 9% delle tedesche, ed il 20% circa di francesi, inglesi e spagnole. Un altro
dato curioso: solo il 9% delle prescrizioni di contraccettivi orali è destinato a donne sotto i 20 anni. Le teenagers italiane (ma in
verità questa statistica corrisponde a quelle osservate anche negli altri paesi) hanno ancora paura della pillola. O forse nessuno si è
ancora preso la briga di spiegare loro l'importanza di un metodo contraccettivo sicuro. |