RASSEGNA STAMPA

16 GENNAIO 2000
MICHELE BRAMBILLA
E nel secolo della "morte di Dio" arrivò la rivincita della metafisica
Un saggio di Dario Antiseri sul fallimento del pensiero antireligioso
DARIO ANTISERI, "Credere", ed. Armando, pag. 127, l. 20.000
Del secolo che si è appena chiuso si sono scritti infiniti bilanci, dimenticando però, quasi sempre, di verificare quale fine abbiano fatto i proclami di coloro che, all'alba del Novecento, avevano annunciato l'imminente "morte di Dio". A ricordare l'esito di questa offensiva contro la religione (la più imponente della storia) arriva opportuno questo libro del filosofo Dario Antiseri.
"Scientismo, idealismo (in gran parte), positivismo, neopositivismo, psicanalisi (in gran parte), marxismo, esistenzialismo (in buona parte), strutturalismo: queste prospettive filosofiche - scrive Antiseri - hanno costituito nel nostro secolo la truppa di assalto che di fatto ha preso di mira il Cristianesimo. Siamo vissuti all'interno di una cultura in cui hanno prosperato e sono state esaltate come verità indubitabili siffatte prospettive negatrici dello spazio della fede: assoluti terrestri contro l'assoluto trascendente". La tesi del libro è che tutti questi assoluti terrestri si sono rivelati menzogneri, e che nulla e nessuno ha potuto sopprimere le domande da sempre inscritte nel cuore di ogni uomo: "Perché esiste qualcosa e non il nulla? Ed io che sono? Qual è il mio destino?". Scrive ad esempio Antiseri: "Come il mondo è fatto: questo ce lo dice la scienza. Ma: perché esso esista, quale il suo senso? a questo interrogativo la scienza non risponde". Anzi, proprio "la filosofia contemporanea, nelle sue punte più avanzate, ha devastato le pretese di quanti sostengono teorie presunte assolute, assoluti terrestri". È stato Popper, scrive ancora Antiseri, "ad assestare il colpo decisivo allo scientismo", spiegando che ogni conoscenza umana è fallibile; e lo stesso pensiero debole "non canta la vittoria del nulla" ma prende atto dell'impotenza dell'uomo a trasformarsi in Dio. Da tutto ciò Antiseri fa derivare la possibilità di un "pensiero razionale che, facendo proprie le conquiste filosofiche forse di maggior rilievo di questo secolo", si riapra al Mistero. Il che non significa che per credere basti un ragionamento: occorre un incontro, e il "sì" dell'uomo. Per questo Antiseri ha scelto, come esergo, una frase di don Luigi Giussani: "Riconoscere Dio non è un problema né di scienza né di sensibilità estetica e neanche di filosofia come tale. È un problema di libertà .... Alla fine, l'opzione è decisiva".
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