E nel secolo della "morte di Dio" arrivò la rivincita
della metafisica| Un saggio di Dario Antiseri sul fallimento del pensiero antireligioso |
| Del secolo che si è appena chiuso si sono scritti infiniti bilanci, dimenticando però, quasi sempre, di verificare quale fine abbiano fatto i proclami di coloro che, all'alba del Novecento,
avevano annunciato l'imminente "morte di Dio". A ricordare l'esito di questa offensiva contro la
religione (la più imponente della storia) arriva opportuno questo libro del filosofo Dario Antiseri.
"Scientismo, idealismo (in gran parte), positivismo, neopositivismo, psicanalisi (in gran parte),
marxismo, esistenzialismo (in buona parte), strutturalismo: queste prospettive filosofiche - scrive
Antiseri - hanno costituito nel nostro secolo la truppa di assalto che di fatto ha preso di mira il
Cristianesimo. Siamo vissuti all'interno di una cultura in cui hanno prosperato e sono state
esaltate come verità indubitabili siffatte prospettive negatrici dello spazio della fede: assoluti
terrestri contro l'assoluto trascendente".
La tesi del libro è che tutti questi assoluti terrestri si sono rivelati menzogneri, e che nulla e
nessuno ha potuto sopprimere le domande da sempre inscritte nel cuore di ogni uomo: "Perché
esiste qualcosa e non il nulla? Ed io che sono? Qual è il mio destino?". Scrive ad esempio
Antiseri: "Come il mondo è fatto: questo ce lo dice la scienza. Ma: perché esso esista, quale il
suo senso? a questo interrogativo la scienza non risponde".
Anzi, proprio "la filosofia contemporanea, nelle sue punte più avanzate, ha devastato le pretese
di quanti sostengono teorie presunte assolute, assoluti terrestri". È stato Popper, scrive ancora
Antiseri, "ad assestare il colpo decisivo allo scientismo", spiegando che ogni conoscenza
umana è fallibile; e lo stesso pensiero debole "non canta la vittoria del nulla" ma prende atto
dell'impotenza dell'uomo a trasformarsi in Dio.
Da tutto ciò Antiseri fa derivare la possibilità di un "pensiero razionale che, facendo proprie le
conquiste filosofiche forse di maggior rilievo di questo secolo", si riapra al Mistero. Il che non
significa che per credere basti un ragionamento: occorre un incontro, e il "sì" dell'uomo. Per
questo Antiseri ha scelto, come esergo, una frase di don Luigi Giussani: "Riconoscere Dio non
è un problema né di scienza né di sensibilità estetica e neanche di filosofia come tale. È un
problema di libertà .... Alla fine, l'opzione è decisiva". |