Se un bel giorno il vecchio Stato decidesse di
lasciarci tutti orfani| Un'istituzione in declino di fronte alle incognite del futuro |
| Esiste ancora lo Stato e ha qualche prospettiva di continuare a esistere? Da queste domande
prende le mosse Pier Paolo Portinaro per mostrare quanto sia intricata la storia attraverso la
quale si è formato il concetto. Da un lato lo Stato sembra una struttura permanente, sempre
esistita e alla quale dovrebbero tendere anche le società che non ne sono ancora dotate.
Dall'altro, inteso come un'istituzione fondata sul saldo controllo di un territorio unitario da parte
di un'autorità che dispone di tutta la forza, lo Stato sembra una conquista tipicamente moderna.
Ma anche questa definizione, storicamente circoscritta, è più un'immagine libresca che una
realtà storica, elaborata soprattutto dalla cultura tedesca e tuttavia modellata sulle forme
politiche della Francia e dell'Inghilterra. Quando poi la Germania uscì del tutto dallo Stato di
tipo federale, diventò ben presto uno Stato totalitario, una forma politica che aveva le proprie
radici nella negazione dello Stato come esercizio della forza entro i limiti del diritto. In generale
sono state proprio le ideologie che, come il socialismo, il comunismo e il fascismo, avevano
annunciato la fine dello Stato di diritto, a dar vita ai totalitarismi del nostro secolo, portando
all'estremo la presenza dello Stato nella vita dei cittadini. Né sembra possibile ricuperare l'idea
classica dello Stato neppure dopo l'eclissi delle ideologie totalitarie. Gli Stati Uniti sono una
federazione, in Europa si sta affermando una forma politica superstatale e, come mette bene in
luce Portinaro, non è detto che nella storia di gran parte delle comunità umane, in Asia come in
Africa, si possa innestare il progetto politico e culturale che ha dominato la storia europea. Nel
balletto delle formule che hanno riempito gli ultimi decenni - Stato minimo, Stato sociale, Stato
e mercato, più mercato e meno Stato o (all'italiana) più Stato e più mercato - farsi venire il
dubbio che forse non è facile sapere di che cosa si stia parlando non è poi tanto male: e il libro
di Portinaro anche a questo serve. |