| L'Europa sognata dai filosofi | Tutti vogliamo l'Europa, ma sappiamo davvero cosa
vogliamo? Esiste, dietro l'unificazione economica, una più
profonda radice comune?
La filosofia ha riflettuto da sempre sull'identità culturale
europea, in cui si fondono grecità, romanità, cristianesimo,
componente germanica e influssi della cultura araba. Con la
crisi seguita alla prima guerra mondiale, questa riflessione
divenne una vera e propria "critica della civiltà". Si fece
allora strada l'idea che la "vecchia Europa" fosse "ormai
stanca" - come asseriva Husserl nelle celebri conferenze di
Praga e Vienna.
Nel testo qui tradotto anche Heidegger si cimenta con il
roblema. Si tratta di una breve conferenza tenuta a Roma
nel 1936. L'idea di fondo è che il pensiero greco delle
origini, in cui l'Europa affonda le sue radici, vada
riconquistato in una "lotta" che viene paragonata al
"polemos padre di tutte le cose" di Eraclito. Al testo è
affiancata una conferenza di Gadamer del 1991: partendo
dal concetto di oikumene, la "terra abitata" dei Greci, vi si
sottolinea l'importanza di pensare in termini ecumenici, cioè
ermeneutici e dialogici, nell'età della globalizzazione e del
multiculturalismo. Il volumetto è stimolante, malgrado il
carattere raccogliticcio |