RASSEGNA STAMPA

2 GENNAIO 2000
ARMANDO MASSARENTI
Convegno a Palermo sulle prospettive della temporalità
Il Cnr di Palermo ha organizzato recentemente (23-24 novembre) un seminario internazionale di studi sulla "Struttura interna del tempo".
L'incontro, dallo spiccato carattere interdisciplinare, ha visto la partecipazione di fisici, biologi, psichiatri e filosofi della scienza ("Dalla fisica alla psico(pato)logia" era il sottotitolo), nel tentativo di indagare tutte le possibili intersezioni tra tempo "oggettivo" e tempo "soggettivo", tempo della fisica e tempo della percezione. Due visioni del tempo che si presentano come conflittuali, ha spiegato Rosolino Buccheri, organizzatore del seminario: il tempo interno, proprio di ogni essere umano, è fortemente individuale e non comparabile quantitativamente con quello degli altri esseri umani; il tempo esterno è invece definito dalla fisica come indipendente dalla percezione umana: le leggi della fisica prevedono la reversibilità del tempo, e ignorano ciò che è quanto mai reale per gli individui, cioè la scansione tra passato, presente e futuro.
Esiste una relazione tra il tempo "illusorio" della fisica e il tempo "reale" di individui che sono frutto di una lunga storia evolutiva? Questa la domanda fondamentale dell'incontro. Nella sua presentazione Buccheri si è soffermato in particolare sugli studi sulle strutture dissipative di Ilya Prigogine e sull'idea che la freccia del tempo sia strettamente connessa i processi irreversibili. In natura non ci sono processi reversibili. La reversibilità è solo una conseguenza dell'idealizzazione degli esperimenti, e della mancata considerazione della presenza dell'osservatore. Il tempo non sarebbe dunque stato incluso correttamente nelle leggi della fisica, che piuttosto che all'unificazione di gravitazione e teorie quantistiche dovrebbe guardare alle leggi non lineari del caos, le quali svolgono un ruolo fondamentale nei processi evolutivi.
Il convegno si è articolato in tre sessioni: Aspetti biologici e psicologici del tempo, Meccanica quantistica e freccia del tempo, Temo reale o illusorio (o entrambi)? Soprattutto quest'ultima si è concentrata sull'intreccio indicato dal Buccheri, ma il terreno è stato ben preparato dalle reazioni precedenti, ricchissime di elaborazioni teoriche (ampio spazio è stato dato ad esempio alla discussione cosmologica contemporanea e alle diverse implicazioni temporali del Big Bang) e di interessanti resoconti sperimentali. Tra questi ricordiamo la relazione riscontrata, in una prospettiva evoluzionistica, dallo statunitense Richard A. Block tra lo sviluppo delle diverse parti del cervello umano e la capacità di effettuare giudizi retrospettivi o prospettici, o legati in vario modo alla nostra particolare percezione del tempo. O gli studi - esposti da Maurizio Cardaci - sul rapporto tra tempo soggettivo e tempo "ufficiale", che mostrano in che modo il nostro orologio mentale tende a modificare la propria velocità a seconda delle situazioni che si impongono nella vita quotidiana (così è stato osservato che quando il nostro orologio mentale va lento si ha un senso di accelerazione di quello ufficiale, e viceversa). Tuttavia, ha aggiunto il tedesco Wolfgang Hanke, la questione dell'esistenza e del funzionamento di un orologio interno nel cervello umano è quanto mai aperta. Ma Richard Walker, un americano che lavora al Cnr di Roma, mostra che predisporre un orologio interno negli organismi biologici simulati al computer fa una enorme differenza: quelli dotati di orologio interno, al contrario degli altri, riescono a svolgere una serie di funzioni senza dover ricorrere a complesse rappresentazioni interne. Dunque "Do it with rhythm", suggerisce Walker.
E un diverso riferimento alla musica ci viene dal filosofo della scienza Gianni Rigamonti, che ha così argomentato sull'incompletezza della visione fisica del tempo: fenomeni come l'ascolto della musica, o l'uso del linguaggio, sono del tutto incomprensibili se si fa riferimento a una visione del tempo come insieme di istanti.
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