Il mondo di Platone La Repubblica di Platone: indice generale Il testo di Platone

L'argomento del terzo uomo

L'argomento noto come "argomento del terzo uomo" viene proposto, contro un Socrate giovane e inesperto, nel Parmenide, uno dei dialoghi dialettici successivi alla Repubblica.
Se l'idea dell'uomo è, per autopredicazione, essa stessa un uomo, anzi è l'uomo per eccellenza, come possiamo pensare che gli uomini sensibili siano sue copie? Perché sia così, occorre che fra i vari uomini sensibili u1, u2... un e l'idea di uomo U ci sia un elemento in comune Ua. Questo elemento è, appunto, il terzo uomo, che è ciò che gli uomini sensibili e l'uomo ideale hanno in comune.

Ma come si può dire che Ua ha qualcosa in comune con u1, u2... un e U? Solo indicando un elemento Ub che è in comune con i precedenti. E si può andare avanti così, producendo un regresso all'infinito.

Quindi si può concludere che la teoria delle idee, escogitate per dare un senso unitario al molteplice, lo rende, a rigore, estremamente indefinito, perché è possibile ripetere infinitamente il ragionamento che la fondava: io posso chiamare "uomini" i differenti uomini sensibili, perché essi partecipano tutti dell'idea di Uomo, che è l'uomo per eccellenza. Ma questa partecipazione - visto che l'Uomo è esso stesso un uomo - richiede che Uomo e uomini partecipino di una terza idea fra loro comune... e così via.

Ritorna all'introduzione

Maria Chiara Pievatolo © 1998-2000  Torna all'inizio di questo documento