|
Il IV secolo è il secolo del tramonto della polis, come comunità aristocratica o democratica di cittadini che si autogovernano. Nella prima metà del secolo i Persiani fungono da arbitri nelle lotte fra le città greche, approfittando delle loro divisioni; nella seconda metà, la potenza egemone è quella macedone.
I ricchi ateniesi preferiscono il dominio macedone alla prospettiva democratica di dover dividere sostanze e potere con i poveri. L'aristocrazia spartana viene decimata e indebolita dal suo stesso potere e dalla concentrazione della proprietà fondiaria, che fa sì che gli Spartiati diminuiscano di numero, e, soprattutto, non siano più homoioi. Dopo la vittoria nella guerra del Peloponneso, Sparta impone oligarchie appoggiate da presidi comandati da spartani (armosti). Deve accollarsi il compito, che prima apparteneva ad Atene, di difendere la Ionia dalle mire persiane. 399-394: guerra spartana contro la Persia, sotto la guida di Agesilao. 395-387: guerra corinzia. Atene, Tebe, Corinto e Argo si alleano alla Persia contro gli Spartani. 394: la flotta persiana, guidata dall'ateniese Conone, sconfigge Sparta a Cnido; ma l'esercito spartano batte gli Ateniesi e i Tebani a Coronea. Atene tenta di ricostruire le "lunghe mura"; i Persiani di riavvicinano a Sparta e bloccano il Bosforo, per tagliare ad Atene i rifornimenti di grano dalla Scizia. 387: Pace del Re: con la mediazione persiana, cessa la guerra fra Atene e Sparta. I Persiani ottengono le città greche dell'Asia minore. Le altre restano libere, sotto il protettorato di Sparta. 377: II lega delio-attica, contro Sparta, in condizioni di parità fra i confederati. 371: tregua fra Sparta e Atene, cui non aderisce Tebe. 371: battaglia di Leuttra. Lo stratega tebano Epaminonda sconfigge gli Spartani, adottando la tattica dell'ordine obliquo. E' la prima volta che un esercito spartano viene sconfitto in campo aperto. Tebe attacca la Laconia e libera l'Arcadia e la Messenia. Questa è la fine dell'egemonia spartana. 369: alleanza di Atene e Sparta contro Tebe. 362: battaglia di Mantinea. L'esercito tebano è vittorioso sugli alleati, ma Epaminonda trova la morte in battaglia. Sparta rifiuta di aderire a una pace comune. Si apre la strada all'egemonia macedone.
La Macedonia era una regione semi-barbara e feudale del nord della Grecia. Il suo re, Filippo, era stato ostaggio a Tebe durante la sua giovinezza, e aveva avuto modo di apprezzare la falange tebana e il suo ordine obliquo. Creò così la falange macedone, basandola sui medesimi princípi, ma rendendola più profonda e integrandola con la cavalleria. Approfittando delle lotte intestine fra le città greche, e nonostante le inutili Filippiche dell'oratore ateniese Demostene, che ne aveva capito le mire imperialistiche, Filippo conquistò la Tessaglia (352) e la Tracia (343-342). 340: creazione della lega ellenica, contro Filippo, che minaccia la navigazione nel mar Nero e la cui presenza in Grecia si fa sempre più opprimente. 338: battaglia di Cheronea: Filippo sconfigge la lega ellenica, grazie al decisivo intervento della cavalleria, guidata dal figlio Alessandro. Questa battaglia segna la fine della libertà greca.
337: lega di Corinto, sotto il comando militare di Filippo, cui partecipano tutte le città greche eccetto Sparta. 336: Filippo è assassinato. Gli succede il figlio Alessandro, che creerà, in pochi anni, un impero.
|
|
|
|
|