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Governanti e governati

in Moses Finley, Democracy Ancient and Modern, 1972 (trad. it. La democrazia degli antichi e dei moderni, Milano, Mondadori, 1992)
"Apatia e ignoranza politica sono oggi un dato fondamentale, al di là di ogni possibile discussione; le decisioni non sono il frutto del voto popolare, che al massimo ha un occasionale potere di veto a fatto compiuto, ma sono prese dai leader politici. Il punto è stabilire se nella situazione odierna questo stato di cose è necessario e auspicabile, o se le forme nuove di partecipazione popolare, ateniesi nello spirito se non nella sostanza - se così mi posso esprimere - devono invece essere inventate (uso questo verbo nel medesimo senso in cui lo usai in precedenza dicendo che gli ateniesi inventarono la democrazia."

In questo saggio, Moses Finley, che è un noto studioso del mondo classico, ci rammenta di un meccanismo ateniese di "controllo di costituzionalità" a democrazia diretta. Tutti i cittadini godevano dell'isegoria, cioè del diritto di fare proposte in assemblea. Ma l'istituto della graphe paranomon prevedeva che il proponente fosse punito e la legge approvata abrogata, qualora un'ampia giuria popolare selezionata mediante sorteggio, stabilisse che era "contro le leggi". In questo modo si disciplinava l'isegoria e si permetteva al demos di tornare sulle sue decisioni. Si faceva, cioè, esattamente il contrario di quanto avviene oggi, ove i rappresentanti eletti sono protetti dall'immunità parlamentare e le corti costituzionali sono organi tecnici. Ma proprio questo - dice Finley - ci deve stimolare a confrontarci con l'esperienza antica.
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Maria Chiara Pievatolo © 1998  Torna all'inizio di questo documento