Il mondo di Platone La Repubblica di Platone: indice generale Il testo di Platone
Van Gogh, Girasoli

Necessità erotica

Amore, amicizia e philia
Eros
I luoghi reali dell'eros e della philia
I luoghi ideali dell'eros
Una domanda per Platone
In Resp. 458 d, Socrate parla di necessità (anankais) non geometriche ma erotikais, cioè "amorose", le quali inducono all'unione le persone che vivono insieme ed hanno esperienze comuni.
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Amore, amicizia e philia

In italiano "amore" ha uno spettro semantico, cioè un'area di significati possibili, molto più ampio del greco eros. Per esempio noi parliamo dell' amore fraterno e dell'amore sessuale usando la stessa parola. Un greco, di contro, avrebbe preferibilmente designato l'amore fraterno come philia. Questo termine si traduce normalmente con amicizia, ma ha un significato più ampio; esso designa l'affezione per un familiare, un amico o un concittadino: un legame che può essere profondissimo, ma che non comporta di per sé il coinvolgimento passionale che è caratteristico dell'eros. L'Antigone di Sofocle rischia la vita per "amore" del fratello morto, che seppellisce contro le leggi della città: ma ove a noi viene naturale dire "amore", Sofocle dice philia. Basta ricordare il celebre verso 523, nel quale Antigone si dice nata per condividere philia (symphilein) e non odio - in un dialogo il cui tema è proprio la philia per la famiglia e per la città.
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Eros è amore sessuale, ma non solo: forse la parola più adatta per tradurlo è "passione." Il termine eros viene usata, nella Repubblica, sia a proposito dei tiranni sia a proposito dei filosofi. Tiranni e filosofi sono dominati dall'eros, cioè da una passione che governa interamente il loro animo: gli uni per il potere, gli altri per la conoscenza.
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I luoghi reali dell'eros e della philia

Nel mondo di Platone, qual era il luogo sociale dell'eros? Sicuramente, non la famiglia, che era innanzi tutto una organizzazione economica schiavista e patriarcale. I matrimoni erano combinati, per motivi di economia e di economia politica; le donne, oltre ad avere uno status giuridico di minori perenni, erano segregate. Per i familiari, il sentimento appropriato, in questa prospettiva, era la philia, che è anche il legame che unisce i compagni in una impresa comune.

Passioni coinvolgenti e totalizzanti si potevano avere altrove, nella vita della comunità: per esempio per i ragazzini liberi sulla soglia della pubertà - questi legami omoerotici fra un ragazzo e un uomo piu' anziano venivano considerati una istituzione educativa - o, come suggerisce Platone, per il potere o la filosofia. Insomma: che la comunità politica sia il luogo dell'eros era una affermazione, al tempo di Platone, quasi banale: l'eros sorge fra persone che fanno vita in comune. Non fra moglie e marito, che non si vedono quasi mai, ma fra compagni che condividono una esistenza pubblica, nel luogo proprio della libertà degli antichi.

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I luoghi ideali dell'eros

Quello che non è banale è l'uso, proposto dal Socrate della Repubblica, della "necessità erotica". Nel mondo reale di Platone c'era un nesso fra famiglia, economia e riproduzione. Da questo nesso veniva lasciato fuori l'eros, ma non certo l'economia, nel senso etimologico di "amministrazione della casa". I padri, per esempio, potevano non accettare i figli neonati ed esporli, condannandoli dunque a morire di fame o ad essere allevati come schiavi. Questa sorte era abbastanza comune - soprattutto per le bambine - nei periodi di crisi economica.
Nella città ideale le cose non stanno così: viene infatti istituito un nesso fra eros, riproduzione e politica, che induce a trasferire al potere politico delle pratiche che erano tipiche della vita familiare. Non bisogna fare l'errore, quando si legge Platone, di trattare la famiglia cui egli si riferisce come se fosse quello cui pensiamo noi oggi, in maniera più o meno sentimentale e idealizzata. Legami politici, familiari ed erotici devono diventare tutt'uno - a differenza di quanto accadeva nel mondo reale. Philia e eros devono essere finalizzati politicamente. La logica della famiglia e quella della comunità politica devono essere unificate: l'essere umano deve essere reso unitario e in armonia con se stesso.

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Una domanda per Platone

Ci sarebbe da chiedersi quanto di questo progetto di superamento della famiglia, o di famiglia divenuta politica, ripeta, anziché superarli, i limiti e i vincoli della famiglia dei tempi di Platone. Questa domanda diventa tanto più pressante se messa in relazione alla critica politica alla tirannide, nel IX libro della Repubblica, ove sembra scontato che forme di dominio ingiustificate nella vita politica siano invece tollerabili all'interno dell'oikos.
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La domanda di Platone "Come si giustifica la famiglia? Come si definiscono e si legittimano i suoi confini?" è anche una domanda per Platone e per i suoi interpreti.
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Maria Chiara Pievatolo © 1998  Torna all'inizio di questo documento