torna al metaindice dello SWIF

torna alla home page
a cura di Maria Chiara Pievatolo pievatolo@dsp.unipi.it
Ultimo aggiornamento: 27 aprile 2001




8. Sul femminismo pragmatico, a mo' di conclusione



L'influenza di Marx sul femminismo giuridico ha condotto da una parte, nel femminismo radicale, all'utilizzazione 'scientista' dell'analisi marxiana, ad una vera e propria trasposizione dello schema della lotta di classe nella contrapposizione fra i sessi. Dall'altra è soprattutto lo strumento della dialettica che è servito a condurre una serrata critica all'ideologia patriarcale immanente nel diritto liberale, uno strumento che tende a dissolvere, andando oltre Marx, i termini stessi dello scontro politico, il maschile e il femminile, mettendone in discussione la consistenza ontologica, e riportando al centro della scena il potere e le forme in cui esso si distribuisce attraverso il diritto, questione rispetto alla quale la differenza di genere illustra una possibile dinamica.

Comune a entrambe le posizioni l'idea forte della militanza politica e la convinzione che l'analisi critica delle strutture giuridiche su cui si edifica lo status quo sia parte integrante di essa.

Inevitabilmente Marx è passato di moda e dunque anche la sua influenza sul femminismo è fatalmente sfumata. E con essi anche la forte tensione politica percepibile nella letteratura riconducibile alla Feminist Legal Theory. Il panorama recente vede fiorire fra le varie posizioni ascrivibili al postmoderno, di cui non è qui possibile dar conto 1, un nuovo femminismo pragmatico. Come tutti i neopragmatisti, la giurista femminista neopragmatica à la Radin 2 non presta attenzione a prospettive di teoria generale, non fa legal theory, appunto, rifiuta ogni approccio generale ai problemi che sia in odore di essenzialismo e ritiene che qualsiasi approccio metodologico fruibile dal femminismo vada bene per affrontare le questioni legate alla discriminazione delle donne attraverso il diritto. L'idea che sembra emergere e che pone le basi di una vera e propria antiteoria, da contrapporre alle grandi teorie critiche della società, come la teoria marxista, è che non vi sia, o che non importi smascherare, un'ideologia che è dietro il diritto e produce la subordinazione femminile, ma vi siano solo problemi pratici, singoli profili di discriminazione delle donne che è bene affrontare e superare. Non è poi dato comprendere come possano in tal modo raggiungersi soluzioni fondate, se la pragmatista assume non esistere risposte giuste a priori; né cosa ispiri e dia contenuto all'intuizione, all'intelligenza pratica dei problemi - unici strumenti che consentono di operare correttamente nel singolo contesto - una volta che la giurista pretenda di porsi in una sorta di vuoto pneumatico per sfuggire al foundationalism modernista. "The pragmatist subject, understood in pragmatic terms, is the shopper at the universal mall (c.n.) making meaning with the commodified signs of our traditions and culture while the social aesthetics of techno-bureaucratic strategies are making him think he means something. Everything else is just nostalgia" 3.



1 Per una panoramica v. G. Minda, Postmodern Legal Movements, cit., 141 ss.

2 Margaret Jane Radin, The Pragmatist and the Feminist, 63 S. Cal. L. Rev., 1699 (1990).

3 Pierre Schlag, The Problem of the Subject, 69 Tex.L.Rev. 1627, 1721 (1991).



SWIF - Sito Web Italiano per la Filosofia
Copyright © 1997-98
CASPUR - LEI