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a cura di Maria Chiara Pievatolo pievatolo@dsp.unipi.it .
Ultimo aggiornamento: 23 novembre 2001



La filosofia politica: piccola guida al cyberspazio



La filosofia politica antica

I fattori da cui è la nascita delle cose che sono, sono anche quelli in cui ha luogo la loro estinzione, secondo il dovuto, perché esse si pagano l'un l'altra il fio della loro ingiustizia (adikía) secondo la disposizione (táxis) del tempo"
Anassimandro, DK 12 A 29 B 1

Essere e divenire, unita' e molteplicita', eterno e transitorio: disputando sul rapporto fra questi termini i primi filosofi greci cercano il senso unitario della totalita' del reale. In filosofia politica il problema si traduce nella questione del nesso fra natura e giustizia.
  • I presocratici (fine VII secolo a. C.- VI sec): la giustizia e' attributo dell'ordine cosmico nella sua totalita'

  • La sofistica(V secolo): la giustizia nella polis e' prodotto della convenzione - o dell'inganno - umana.

  • Socrate: alla ricerca di un paradigma razionale ma non convenzionale.


  • Platone (IV secolo): al di sopra della convenzione e della natura sensibile, si danno dei paradigmi, le idee, che hanno una realta' piu' forte, e un principio supremo, il Bene, che da' un senso unitario e dinamico a  questa gerarchia. La giustizia, come idea, è un paradigma di armonia per l'anima e per la citta'.


  • Aristotele: la natura e' un substrato che reca in se' la potenza di svilupparsi secondo l'idea distribuita in essa. Secondo natura, la giustizia si distribuisce e si sviluppa differentemente in ciascuna citta' e in ciascuna creatura, secondo un ordine teleologico e gerarchico.


  • Il tramonto della polis(III secolo): filosofie etiche, alla ricerca di una nuova collocazione dell'uomo nel mondo.


Cristianesimo e medioevo

Remota itaque iustitia, quid sunt regna nisi magna latrocinia?
Agostino, Civitas Dei, IV, 4

La rivoluzione cristiana conduce a collocare anche i problemi politici in una prospettiva escatologica e soteriologica - prospettiva che si cerca di conciliare col naturalismo intellettualistico della filosofia greca.
  • Agostino (IV-V secolo d.C.): la prima grande filosofia della storia che annuncia, alla fine del tempo, la realizzazione della giustizia della citta' di Dio - il quale soltanto puo' por rimedio al peccato originale che infetta l'uomo.


  • Tommaso d'Aquino (XIII secolo): il  conciliatore fra l'aristotelismo, riscoperto colla mediazione araba, e il cristianesimo: Nonostante il peccato originale, e' possibile realizzare una giustizia naturale, perche' l'intera creazione e' strutturata secondo il progetto razionale di Dio.


  • Marsilio da Padova  e William of Ockham (XIV secolo): dopo la conciliazione tomistica, un progressivo allontanamento fra ragione e fede prelude alla moderna autonomia della politica.


La modernità

...sendo l'intento mio scrivere cosa utile a chi la intende, mi è parso più conveniente andare drieto alla verità effettuale della cosa, che alla immaginazione di essa.
Machiavelli, Il Principe, XV

La rottura dell'unita' politica e religiosa della respublica Christiana medioevale induce ad affrontare la politica mettendo fra parentesi la teologia. La razionalita' della politica e' una razionalita' terrena e consensuale.

  • Nicolo' Machiavelli (XVI secolo):  la rottura della gerarchia medioevale a favore di una autonoma scienza  della politica.


  • Thomas More: il padre della moderna letteratura utopica, fra critica sociale ed ironia.


  • Giusnaturalismo e contrattualismo (XVII secolo): si tenta di legittimare la comunita' politica, cheassume la forma dello Stato moderno, su basi razionali e consensuali:


  • Giambattista Vico (XVIII secolo): verum et factum convertuntur. L'esistenza politica umana e' radicata nella storia.


Empiristi britannici
It is evident, that suppose Mankind, in some primitive unconnected State, should be some Means come to the Knowledge of the Nature of those Things which we call Contracts and Promises; that this Knowledge would have laid them under no such actual Obligation, if not placed in such Circumstances as give rise to these Contracts. Hume, A Letter From a Gentleman  to his Friend in Edinburgh

Contro il contrattualismo, una fondazione non stipulativa della societa' civile.

Intorno alle rivoluzioni

L'illuminismo e' l'uscita dell'uomo dallo stato di minorita' che egli
deve imputare a se stesso.
Kant, Beantwortung der Frage: Was ist Aufklaerung?, A 481

Le grandi rivoluzioni del '700 hanno uno sfondo giusnaturalistico e illuministico. Il dibattito sulla legittimita' della rivoluzione francese e' anche un dibattito sulla legittimita' dell'Illuminismo.
  • Jean-Jacques Rousseau: democrazia e contratto sociale non come uscita dallo stato di natura, bensi' come istituzione di una seconda natura che recuperi la libertà della prima.


  • Immanuel Kant: la legge come fondamento e garanzia della liberta', in una prospettiva cosmopolitica e tendenzialmente democratica.


  • Paine, Jefferson, Madison: lo sfondo giusnaturalistico della rivoluzione americana.


  • Benjamin Constant: fra democrazia e liberalismo.

  • Edmund Burke: la sedimentazione storica e non la ragione astratta della rivoluzione e' il fondamento della legittimita' delle istituzioni.

  • Il pensiero reazionario francese


Dopo le rivoluzioni

...la filosofia, poiche' e' lo scandaglio del razionale, appunto percio' e' l'apprendimento di cio' che e' presente e reale, non la costruzione di un al di la', che sa Dio dove dovrebbe essere.
Hegel, Grundlinien der Philosophie des Rechts
  • G.W.F. Hegel (XIX secolo): lo stato come realta' dell'idea etica entro la prima grande filosofia della storia dell'Ottocento.


  • Søren Kierkegaard: il singolo contro il sistema.


  • La sinistra hegeliana: interpretazioni progressive della razionalita' del reale.


  • Karl Marx: la dialettica rimessa sui piedi. Dalle contraddizioni delle condizioni materiali della societa' civile, regno dell'alienazione, alla societa' senza classi.


Utilitarismo e positivismo

Protection, therefore, against the tyranny of the magistrate is not enough; there needs protection also against the tyranny of the prevailing opinion and feeling.
J.S. Mill, On Liberty, I

Mentre la cultura britannica prosegue la tradizione empiristica, sul continente si assolutizza il metodo delle scienze naturali come via per raggiungere la perfezione della vita sociale.
  • Jeremy Bentham: nella tradizione dell'empirismo, un riformismo radicale in base al principio della massima felicita' del maggior numero.


  • John Stuart Mill: utilitarismo rimeditato in un liberalismo problematico.


  • Auguste Comte: la fondazione della sociologia, nel quadro di un'utopia sociale basata sulla assolutizzazione del metodo induttivo, come culmine di una filosofia della storia sui generis.



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