Quaderno Filosofi & Classici
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Nicolai Hartmann

 


a cura di
Carlo Scognamiglio

Nicolai Hartmann, La costruzione del mondo reale (Der Aufbau der Realen Welt), Walter de Gruyter & Co., Berlin 1940

La costruzione del mondo reale, pubblicata per la prima volta nel 1940,  è un’opera che ricopre nel lungo percorso di costruzione della teoria ontologica di Nicolai Hartmann una funzione determinante, in quanto presupponendo gli esiti della riflessione generale sviluppata in La fondazione dell’ontologia (Zur Grundlegung der Ontologie, 1935) e in Possibilità e realtà (Möglichkeit und Wirklichkeit, 1938), “ricama” l’intelaiatura categoriale che costituisce la struttura del mondo reale (il mondo ideale possiede anch’esso la propria stratificazione categoriale, naturalmente con le relative differenze). Prima di illustrare il contenuto dell’opera, occorre tuttavia specificare alcuni elementi determinanti, relativi alla concezione hartmanniana delle “categorie”. Hartmann si richiama ad una concezione in un certo senso "aristotelica", postulando che la teoria delle categorie non debba in nessun caso trattare dei concetti dell'intelletto, bensì dei fondamenti strutturali del mondo reale: «La dottrina delle categorie non è l'oggetto della teoria della conoscenza»[1]. Sulla scorta di Aristotele infatti Hartmann si sforza di superare gli errori della tradizione filosofica occidentale, individuandone la causa nelle varie tendenze all'apriorismo, al deduttivismo e al costruttivismo. Le categorie sono per Hartmann i fondamenti dell'essere, e pertanto non possono essere eluse in un ragionamento ontologico.

La costruzione del mondo reale è divisa in tre parti (e un’introduzione): la prima è intitolata “Il concetto generale delle categorie” (4 capitoli), la seconda “La teoria delle categorie fondamentali” (5 capitoli) e la terza “Le leggi categoriali” (5 capitoli).

La prima parte costituisce un importante lavoro introduttivo alla problematica dell’analisi categoriale, e secondo l’abitudine hartmanniana, si svolge attraverso un continuo confronto con la storia della filosofia, di cui l’autore si serve per l’individuazione e il superamento di quelli che lui considera errori e pregiudizi delle dottrine delle categorie succedutesi nella storia del pensiero. La corretta deduzione della struttura categoriale del mondo è ostacolata, secondo Hartmann, da un’ampia gamma di preconcetti, che nell’ambito della filosofia sistematica sono: il postulato di un’unità all’origine della serie delle categorie, il dualismo categoriale, ed il postulato che pone l’esigenza di una qualche “armonia” categoriale. Ciò che Hartmann intende per una corretta analisi categoriale e come attendere a questo “nuovo compito della critica intellettuale” (questo è il titolo del primo paragrafo del terzo capitolo di questa prima parte),  si svilupperà nel corso dell’opera, ma essenziale è partire da una consapevolezza di base: la teoria delle categorie altro non è che un’ontologia fondamentale, cioè un esame dei fondamenti dell’essere.

In questa prima parte della trattazione, Hartmann si sofferma anche sulla distinzione tra le categorie e le essenze, ossia le entità ideali. La relazione tra le categorie e le essenze sono molte e multiformi: entrambe sono universali e identiche nella molteplicità dei casi, esse sono “contenute” nei casi e da essi ricavabili attraverso un’analisi, ma hanno in comune anche la sovratemporalità, l’indifferenza ai casi particolari e la sovraempiricità. Ma ci sono anche delle differenze: un esempio sono i numeri, che pur essendo forme ideali, non sono categorie, e per di più le essenze hanno le proprie categorie, con le quali ovviamente non coincidono.

La stratificazione categoriale

Il momento effettivamente “costruttivo” della trattazione comincia nella seconda parte dell’opera, nella quale innanzitutto viene presentata la teoria della stratificazione del mondo reale, e in che senso essa necessiti di una teoria della stratificazione categoriale. Nicolai Hartmann propone una concezione della realtà articolata in "strati", in base alla quale il mondo si presenta costituito da più strati sovrapposti, messi reciprocamente in relazione da varie leggi, e governati da differenti strutture categoriali. Gli strati in cui il reale è articolato sono quattro: mondo materiale o fisico, mondo organico, mondo psichico, mondo spirituale o sociale. Lo strato della materia (fisico) è la base di tutti gli altri e sussiste indipendentemente da essi; il secondo strato è quello degli esseri viventi (organico), che poggia su quello materiale, ma al tempo stesso se ne distingue. Nella vita degli esseri organici le leggi dello strato precedente continuano ad essere valide, ma sorgono nuove peculiarità, relative all'ambito dello sviluppo, della formazione e dei cicli vitali di tutti gli esseri viventi. Il terzo strato è quello della psichicità, comune ad uomini ed animali, che per manifestarsi ha sempre bisogno di un individuo vivente, quindi degli strati precedenti, ma a questo stadio della realtà troviamo dei fenomeni e delle "leggi" estranee ed irriducibili a quelle degli strati precedenti, che questa volta non si conservano nel successivo, pur rimanendo per esso fondamentali. L'ultimo strato è quello che concerne le peculiarità dell'essere umano (spirituale), le quali fanno in primo luogo riferimento alla spontaneità ed alla libertà, categorie queste, estranee ai precedenti strati di realtà.

Una volta introdotta la teoria della stratificazione del mondo reale, Hartmann fa come un passo indietro, con lo scopo di illustrare ab origine l’intera sequenza delle categorie, a partire da quelle comuni tanto all’essere reale che a quello ideale, fino alle più specifiche del singolo strato. Pertanto viene reintrodotta una nuova teoria, quella delle categorie fondamentali, che si divide in: teoria delle categorie modali, teoria delle categorie delle polarità elementari e teoria delle leggi categoriali (oltre ad esse vi sono altre categorie "comuni" a tutti gli strati del reale, che tuttavia non vengono studiate nella "teoria delle categorie fondamentali", ma costituiscono una sorta di fondamento condiviso di tutti gli enti appartenenti al mondo reale). Il primo gruppo delle categorie fondamentali è costituito dalle categorie modali, che concernono unicamente il modo di essere, e lasciano inalterato il problema della costruzione del mondo reale e di tutte le strutture in generale. Nell'elaborazione della propria dottrina delle categorie della modalità, Hartmann si lascia alle spalle il peso della tradizione kantiana, in base alla quale questo tipo di categorie andava a collocarsi in una sistemazione quadripartita, di cui le categorie della modalità costituivano una sezione, accanto a quelle della qualità, della quantità, e della relazione. Nello specifico, Hartmann rifiuta nettamente l'impostazione kantiana del problema della modalità, dal momento che il criticismo di Kant risolveva l'effettuale in “ciò che si accorda con le condizioni materiali dell'esperienza”, il  possibile con “ciò che si accorda con le condizioni formali dell'esperienza”, e il necessario con “ciò che si accorda con le condizioni universali dell’esperienza”. La ragione del rifiuto da parte di Hartmann a raccogliere l'eredità kantiana risiede nell'impossibilità di condividere nella sua prospettiva ontologica l'idea che la modalità dell'oggetto (il suo essere cioè possibile, effettuale o necessario) debba dipendere dall'attività conoscitiva del soggetto. In un certo senso Hartmann recupera la distinzione aristotelica di potenza ed atto, constatando che ciò che è effettuale, è sia il concretum esistente (atto), ma è anche il principio che ne determina il movimento (potenza). Per quanto concerne invece la necessità, Hartmann la intende come «una connessione inscioglibile che sussiste fra gli elementi diversi di una cosa, o di un processo, o di un gruppo di cose, che dove compare uno non può mancare l'altro»[2].

I gradi della modalità sono dunque tre, ma ad essi vanno accostati anche i loro "negativi", per cui ne avremo complessivamente sei:

Positivi Negativi
Possibilità Casualità
Effettualità Ineffettualità
Necessità Impossibilità

Il secondo gruppo delle categorie fondamentali è quello delle categorie elementari, disposte per "polarità": unità-molteplicità, forma-materia, qualità-quantità, continuo-discreto, ecc. Esse costituiscono una struttura bipolare che può essere considerata la "trama categoriale dell'essere". All'interno di tale ambito vanno incluse anche alcune coppie categoriali, come principio-concreto e struttura-modo, che sono presupposte anche dagli altri due gruppi delle categorie fondamentali, e d'altra parte anche le categorie delle polarità elementari sono "governate" dalle leggi categoriali (terzo gruppo all’interno della dottrina delle categorie fondamentali), come quella della coerenza. Ciò dimostra che la relazione tra i tre gruppi delle categorie fondamentali, è quella di una sorta di dipendenza reciproca.

Le categorie bipolari attraversano tutti gli strati dell'essere, e sono i più semplici ed elementari momenti strutturali della costruzione del mondo reale; nel loro incrociarsi, esse formano una sorta di rete a maglie larghe, quasi un sistema che dispone la collocazione di tutte le altre categorie. E' importante inoltre sottolineare che l'enumerazione di tutte le coppie bipolari non è affatto un'operazione di estremo rigore deduttivo, né porta ad un sistema omogeneo. Hartmann non pretende di dedurre con certezza tutte le coppie di contrari, ma si rifà un po’ a quelle individuate dalla tradizione filosofica, elencandole in maniera "rapsodica":

I Gruppo: II Gruppo

1. Principio - Concreto

7. Unità-Molteplicità
2. Struttura - Modo 8. Accordo- Opposizione
3. Forma - Materia 9. Contrarietà - Dimensione
4. Interno- Esterno 10. Discretezza - Continuità
5. Determinazione - Dipendenza 11. Sostrato - Relazione
6. Qualità - Quantità 12. Elemento - Sistema[3]

Le opposizioni che formano le categorie elementari, percorrono tutti gli strati del reale. Nonostante ciò, tali categorie non sono sempre le stesse, ma si distinguono o meglio si trasformano, in questo processo di attraversamento. In questa seconda parte dell’opera, Hartmann dedica ampio spazio ad illustrare come le categorie delle polarità elementari si articolino nel mondo reale attraverso gli strati, servendosi spesso di esempi chiarificatori tratti da tutte le scienze, dalla fisica alla psicologia.

Le leggi categoriali

Il terzo momento della teoria delle categorie fondamentali concerne l'ambito dell'ordinamento e delle relazioni inter-categoriali, cioè delle leggi categoriali, includendo l'essenza dei principi e la coerenza delle categorie in ciascuno strato del mondo reale, e all’illustrazione e discussione di tali leggi è in gran parte dedicata la terza parte dell’opera. Le leggi si articolano in quattro grandi principi:
1)
Principio del valore: stabilisce che ogni categoria è principio per un concretum
2) Principio della coerenza: stabilisce che le categorie esistono unicamente nella relazione reciproca all'interno del quadro unitario che esse contribuiscono a costituire
3)
Principio della stratificazione: stabilisce che la struttura categoriale del mondo reale è stratificata
4) Principio della dipendenza: stabilisce che ogni strato superiore implica il precedente

Si tratta evidentemente di un’opera tanto complessa quanto voluminosa, ma di estremo interesse per chi intende, come sta accadendo in questi ultimi anni, recuperare la riflessione ontologica, che per Hartmann deve necessariamente passare per l’analisi categoriale: «In qualche modo tutte le distinzioni fondamentali della datità dell’essere, gradi o strati, assumono la forma di categorie»[4] .

 

References:

AA.VV., Nicolai Hartmann, Der Denker und Sein Werk, a cura di H. Heimsoeth e R.Heiss, Göttingen 1952

Barone Francesco, Nicolai Hartmann nella filosofia del Novecento, Torino 1957

Cantoni Remo, Che cosa ha veramente detto Hartmann, Ubaldini, Roma1972

Hartmann Nicolai, Zur Grundlegung der Ontologie, 1935, 3a ediz. Berlin, Walter de Gruyter &Co., 1948, (tr.it., La fondazione dell'ontologia, a cura di F.Barone, Fabbri, Milano 1963)

Hartmann Nicolai, Möglichkeit und Wirklichkeit, Berlin: Walter de Gruyter & Co., 1938

Hartmann Nicolai, Der Aufbau der Realen Welt, Walter De Gruyter & Co., Berlin 1940

Poli, Roberto, Levels, "Axiomathes", 1998, 9, 197-211

Poli, Roberto, The basic problem of the theory of levels of reality, "Axiomathes", 2001, 12, 261-283

Werkmeister, W.H., Nicolai Hartmann’s New Ontology, Florida State Univ. Press, Tallahassee, 1990

 


[1] Nicolai Hartmann, Der Aufbau der Realen Welt, Walter De Gruyter & Co., Berlin 1964, p. V

[2] Francesco Barone, Nicolai Hartmann nella filosofia del Novecento, Torino 1957, p.214

[3] Nicolai Hartmann, Der Aufbau der Realen Welt, cit., pp. 211-212

[4] Nicolai Hartmann, Der Aufbau der Realen Welt, cit., pp.V-VI 


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