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In ricordo di Vittorio
Somenzi
a cura di
Roberto
Cordeschi
Vittorio
Somenzi è morto improvvisamente il 1 dicembre 2003
all’età di 85 anni. Docente di grande carisma, fu il
primo titolare della cattedra di Filosofia della scienza
presso l’Università di Roma “La Sapienza”.
All’insegnamento era arrivato dopo la laurea in fisica e
una carriera nell’aeronautica, e per un periodo, dal
1956 al 1966, fu insieme professore incaricato alla
“Sapienza” e ufficiale del Genio aeronautico.
Quest’ultima esperienza, unitamente alla sua originaria
formazione, fu determinante per i suoi iniziali interessi
di studioso.
Da fisico
sperimentale, si era già recato nel 1951 negli Stati
Uniti, dove aveva studiato con il filosofo Philipp Frank e
il fisico Percy Bridgman, il padre dell’operazionismo,
che lo influenzò profondamente e di cui tradusse in
italiano La logica della fisica moderna, pubblicato
da Einaudi. E da fisico e ufficiale dell’aeronautica
doveva arrivare a conoscere la “cibernetica”, come il
matematico Norbert Wiener aveva definito nel 1947 la nuova
disciplina che studiava i meccanismi del controllo e della
comunicazione negli animali e nelle macchine. Erano
queste, in realtà, le nuove macchine automatiche, che
avevano avuto applicazioni decisive nell’aeronautica
militare durante la seconda guerra mondiale. All’epoca,
l’iniziale supremazia dell’aviazione tedesca aveva
spinto gli alleati, da una sponda all’altra
dell’oceano, a mobilitare alcuni dei migliori talenti,
fra i quali appunto Wiener, nello studio e nella
costruzione di dispositivi automatici antiaerei. Proprio a
cura dell’Ufficio Studi dell’aeronautica Somenzi, che
in precedenza aveva partecipato attivamente alla
Resistenza antifascista e antinazista come ufficiale di
collegamento, pubblicò nel 1953 la prima raccolta
italiana di scritti sulle nuove macchine, Principi
della cibernetica e dei servomeccanismi.
Con Silvio
Ceccato e Giuseppe Vaccarino, Somenzi fu attivo in diverse
iniziative della “Scuola Operativa Italiana”. Ceccato
aveva iniziato nel 1945, con il fisiologo Giuseppe Fachini
e il genetista Adriano Buzzati-Traverso, la pubblicazione
della rivista Analysis (inizialmente Analisi),
il cui comitato scientifico comprendeva studiosi
stranieri, come Louis de Broglie, Philipp Frank, Jean
Piaget, Charles Morris, e italiani, come Nicola Abbagnano,
Mario Ageno, Edoardo Amaldi, Paolo Filiasi Carcano,
Ludovico Geymonat, Cesare Musatti, Giulio Preti e altri. A
loro volta, Somenzi e Vaccarino diedero vita nel 1947 alla
rivista Sigma. Ad Analysis e Sigma
subentrò nel 1949 la nuova rivista internazionale Methodos,
le cui pubblicazioni sono proseguite fino al 1964. Chi
oggi sfoglia quelle riviste rimane colpito dalla ricchezza
e dall’attualità dei temi affrontati e dalla qualità
degli autori.
Wiener,
insieme ad altri pionieri della cibernetica e della
scienza dei calcolatori, come Claude Shannon, John von
Neumann, Alan Turing, figura tra i protagonisti di un
memorabile volume, La filosofia degli automi, che
Somenzi pubblicò presso l’editore Boringhieri nel 1965:
una raccolta di scritti, successivamente ristampata, che
doveva influenzare generazioni di studenti e futuri
ricercatori, rendendo popolari in Italia la cibernetica e
la nascente Intelligenza Artificiale ben prima degli anni
della cosiddetta “rivoluzione informatica”.
Nel 1969 una
seconda raccolta di scritti, La fisica della mente,
pubblicata per lo stesso editore, si aggiungeva alla precedente, quasi a suo naturale completamento: alle
pagine di Wiener, di cibernetici come Warren McCulloch e
Huberto Maturana e dello psicologo Kenneth Craik (pioniere
della cibernetica prematuramente scomparso, poi figura
mitica della scienza cognitiva), si affiancavano quelle di
studiosi come Karl Lashley e Donald Campbell, dal quale,
in particolare, Somenzi riprese e sviluppò l’idea di
una epistemologia evoluzionista. Psicologia e neuroscienze,
lette da Somenzi attraverso l’esperienza della
cibernetica, assumevano una valenza nuova, che risultò
influente soprattutto nella formazione di non pochi
psicologi italiani.
Fu con la
riflessione filosofica sui temi della cibernetica e della
teoria dell’informazione che Somenzi fece il suo
ingresso nel mondo ufficiale della filosofia italiana. La
sua idea di un meccanicismo rinnovato dalle esperienze
suggerite da quelle nuove discipline e, insieme, di una
“filosofia scientifica” che ponesse le basi di una
spiegazione integralmente naturalistica dei processi
cognitivi suscitò molte discussioni e polemiche tra i
filosofi, ma, va riconosciuto, poche chiusure preconcette.
Anzi, alcuni di essi colsero la natura innovativa della
sua proposta, ed egli fu invitato quale relatore
principale al XXI Congresso nazionale della Società
Filosofica Italiana, tenutosi a Pisa nel 1967.
Ai temi
sollevati dalla cibernetica e dall’Intelligenza
Artificiale Somenzi dedicò, soprattutto tra gli anni
cinquanta e sessanta, numerosi contributi specifici, che
non di rado hanno anticipato la riflessione successiva su
queste discipline (è il caso del suo intervento al terzo
Simposio sulla teoria dell’informazione tenutosi a
Londra nel 1956, “Can induction be mechanized?”).
Nella cibernetica e nell’Intelligenza Artificiale,
tuttavia, egli cominciò presto a vedere alcuni limiti.
Della prima lo scontentavano gli esiti incerti del
programma interdisciplinare originario, della seconda
l’eccessivo distacco dalle scienze biologiche. La sua
apertura a tanti temi di filosofia della biologia, in un
momento in cui gli studi epistemologici in questo settore
erano in Italia del tutto carenti, era anche la spia di
questa sua crescente insoddisfazione. In realtà,
l’interesse di Somenzi per discipline come la biologia
evoluzionistica e l’etologia (delle quali contribuì a
divulgare gli autori classici) sembra oggi legato a quella
che egli continuò a ritenere la parte più vitale
dell’insegnamento della cibernetica: avvicinare, come
era solito dire, lo studio dei sistemi naturali e quello
dei sistemi artificiali. Due raccolte di saggi
testimoniano l’evoluzione del suo pensiero verso una
forma sempre più coerente di materialismo scientifico: Tra
fisica e filosofia (Piovan, Padova, 1989) e La
materia pensante (Clup, Milano, 1991).
La curiosità
intellettuale che lo caratterizzava spinse Somenzi a
visitare con passione e competenza settori molto diversi
della conoscenza, dell’arte e della letteratura. In
ambito storico, vanno ricordate almeno le sue ricerche su
Leonardo da Vinci: alcune macchine leonardesche che egli
studiò e contribuì a ricostruire sono al Museo della
Scienza di Milano. Ma in tanti altri ambiti chiunque abbia
avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo è restato
sempre sbalordito dalla mole di informazioni e
suggerimenti che era possibile ricavare da un incontro o
da un semplice scambio di idee con lui. Curiosità e onestà
intellettuale lo rendevano infatti aperto ed estremamente
disponibile verso il lavoro altrui, a cominciare da quello
dei suoi allievi. E le sue ricerche, così poco
“sistematiche” ma che mai hanno mancato di seguire un
filo rigoroso e indifferente a ogni moda, con il tempo si
sono rivelate sempre più feconde.
Cenno
bibliografico e web
I curatori
delle due raccolte di saggi sopra citate, rispettivamente
Roberto Donolato e Gilberto Corbellini, ricostruiscono
nelle loro Introduzioni diversi aspetti delle ricerche
scientifiche e della vicenda intellettuale di Somenzi. Il
volume curato da Donolato contiene la lista delle
principali pubblicazioni di Somenzi fino al 1988.
Alla Scuola
Operativa Italiana si ricollega idealmente la rivista Methodologia,
che ha pubblicato o ripubblicato vari articoli di Somenzi,
ed è ora consultabile nel sito web http://www.cnuce.pi.cnr.it/methodologia/.
Nel sito è reperibile anche una lista di scritti di
Somenzi.
Gli Atti del
XXI Congresso nazionale della Società Filosofica Italiana
del 1967, che contengono la relazione di Somenzi “Uomini
e macchine” e gli interventi che la seguirono, furono
pubblicati in due volumi con il titolo L’uomo e la
macchina (Edizioni di Filosofia, Torino, 1967).
Per iniziativa di Mauro Di Giandomenico, essi sono stati
ristampati in forma anastatica in occasione del Congresso
della Società tenutosi a Bari nel 1997. Gli Atti di
quest’ultimo Congresso, L’uomo e la macchina:
trent’anni dopo (Edizioni G. Laterza, Bari, 2000),
contengono interventi che tentano un bilancio delle
prospettive delineate da Somenzi nel Congresso di Pisa.
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