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Profilo di Antonio Capizzi (1926-2003)

a cura di
Paolo Quintili

Antonio Capizzi nacque a Genova, il 7 dicembre del 1926. Giunto presto a Roma per compiervi gli studi universitari, entrò a far parte del "circolo" di giovani studenti e studiosi che gravitava, allora, sul finire degli anni ‘40 e il principio dei ‘50 del secolo scorso, attorno ai filosofi Guido Calogero (cfr. anche http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/calogero.htm) e Ugo Spirito. (cfr. anche http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/spirito.htm). Capizzi mostrò subito uno spiccato interesse e originalità di vedute sui due versanti di ricerca in cui i maestri eccellevano: la filosofia antica e l’attualismo o problematicismo attualistico, che si vedevano investiti, nel contesto culturale italiano di quegli anni, dai grandi dibattiti filosofici europei nelle diverse correnti: esistenzialismo, marxismo, filosofia della prassi e del dialogo, personalismo cattolico. Troviamo così riflesse e ripensate, nelle prime opere del Capizzi, in modo critico e, in taluni casi radicale, l’insieme delle problematiche che agitavano il pensiero filosofico alla metà del secolo scorso. L’opzione politica di adesione ai progetti della sinistra radicale non revisionista (allora detta "extraparlamentare"), connotò le sue prime prove, che culminarono negli scritti Sinfonia patriarcale (1976) e Alle radici ideologiche dei fascismi (1977, Monografie, 12-13) usciti per i tipi della casa editrice Savelli. Forte, ricca e intensa si svolgeva, parallelamente, l’attività dello storico della filosofia e del filologo, espressa in importanti volumi e antologie sui Presocratici, Socrate, Platone e coronata, infine, dal capolavoro: La repubblica cosmica (1982; ed. ingl. 1990, Monografie, 16). Qui Capizzi esprime al meglio l’originalità delle tesi e di una metodologia nuova che imponeva la rigorosa interdisciplinarietà (filosofia, filologia, storia e archeologia):

«Le ricerche sulla letteratura classica hanno da tempo abbandonato il "paese della bellezza pura": nessun poeta o prosatore greco viene più letto sub specie aeternitatis, né estraniato dal contesto socio-politico della città in cui visse e dell’uditorio per il quale compose. Nel campo della storia della filosofia antica, e soprattutto della più antica (da Talete al giovane Empedocle), il passo è stato fatto a metà, e non da tutti, gli studiosi più illuminati sono arrivati a mettere i presocratici arcaici in rapporto con la polis in generale, ma molto raramente con le singole poleis nelle quali quei sapienti non solo vissero, ma (come attestano fonti indiscusse) ebbero posizioni politiche di primissimo piano; e quasi mai si sono domandati in qual misura l’uditorio cittadino (così determinante in età pre-letteraria) condizionasse i contenuti del loro discorso. L’autore vuol dimostrare che prima dell’Atene periclea (vera patria della filosofia come ricerca disinteressata del sapere) la scienza greca ebbe solo due facce: quella della tecnica (biologia per la terapia, astronomia per la navigazione ecc.) e quella del paradigma mitico (l’universo e l’organismo vivente presentati non come sono, ma come si possono idealmente costruire perché facciano da modello ad una certa città in una determinata situazione). Nella monarchia cosmica descrittaci da Omero e da Esiodo la natura era un paradigma di sudditanza, dominato dagli dèi che costituivano il paradigma di regalità; ma nella repubblica cosmica che i sapienti pre-periclei dipingono alle città isonomiche minacciate dalla tirannide, la natura si eleva a modello delle archài, dei corpi collegiali di potere. Atene, raccogliendo in sé scienziati venuti da tutta l’Ellade, toglierà significato al paradigma scientifico della periferia greca, codificando per sempre la distinzione tra nomos e physis, tra politica e scienza; ma sempre Atene, nel secolo successivo e per questioni connesse alla condanna di Socrate, ricostruirà a propria immagine e somiglianza (soprattutto con Aristotele e Teofrasto) l’ormai incomprensibile sapienza pre-periclea, falsificandone lo spirito con l’applicarle le caselle del Liceo e l’etichetta della "filosofia"».

Alla medesima metodologia interdisciplinare s’erano ispirate le monografie precedenti su Parmenide (1975, Monografie, 10) ed Eraclito (1979, Monografie, 15) e s’ispireranno i lavori successivi, di nuovo su Platone, i Presocratici i Sofisti e la disamina sul tema del tragico in filosofia: L'uomo a due anime. Dall'infanzia mimica, dalla comicità adolescenziale, al tragico come scelta adulta (1988), una riflessione storica, etica e teoretica sul problema della scelta tra due (o più) beni e/o due (o più) mali.

Antonio Capizzi ha insegnato per oltre quarant’anni – prima da assistente, poi come professore incaricato e infine come professore associato –  Filosofia teoretica III presso l’Università di Roma "La Sapienza" (sede di Villa Mirafiori). La sua lezione umana e intellettuale, di metodo e di merito, ha segnato la cultura universitaria, non solo italiana, degli ultimi decenni del secolo scorso.

 

BIBLIOGRAFIA (PARZIALE) DI ANTONIO CAPIZZI

Monografie e curatele:

1/ Protagora. Le testimonianze e i frammenti, ed. riveduta e ampliata, con uno studio sulla vita, le opere, il pensiero e la fortuna (Pubblicazioni dell’Istituto di filosofia dell’Università di Roma, 4), Firenze, Sansoni, 1955, 443 p.

2/ La difesa del libero arbitrio da Erasmo a Kant, Firenze, La Nuova Italia, 1963, 255 p.

3/ Per un attualismo del dialogo, Bologna, Cappelli, 1965, 155 p.

4/ Dall'ateismo all'umanismo. Correnti incredule del dopoguerra e loro prospettive dialogiche, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1967, X-387 p.

5/ Eduard Zeller, La filosofia dei Greci nel suo sviluppo storico, vol. 1.5 (1: I Presocratici): Empedocle, Atomisti, Anassagora, a cura di Antonio Capizzi, Firenze, La Nuova Italia, 1969, 490 p.

6/ Socrate e i personaggi filosofi di Platone. Uno studio sulle strutture della testimonianza platonica e un’edizione delle testimonianze contenute nei dialoghi, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1970, 272 p.

7/ Impegno e disponibilità. La doppia morale degli intellettuali di oggi, Roma, Officina, 1971, XII-593 p.

8/ I Presocratici. Antologia di testi, a cura di Antonio Capizzi, Firenze, La Nuova Italia,1972, 104 p.

9/ Introduzione a Parmenide, Roma-Bari, Laterza, 1975 [19852], 155 p.

10/ La porta di Parmenide. Due saggi per una nuova lettura del poema, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1975, 128 p. (http://www.dismec.unige.it/testi/cosmo/Dea.html).

11/ I Sofisti. Antologia di testi, Firenze, a cura di Antonio Capizzi, La Nuova Italia, 1976, 110 p.

12/ Viola Angelini-Antonio Capizzi, Sinfonia patriarcale. Storia antologica del pensiero maschile sulla donna, Roma, Savelli, 1976, 139 p.

13/ Alle radici ideologiche dei fascismi. Il mito della libertà individuale da Constant a Hitler, Roma, Savelli, 1977, 239 p.

14/ Socrate. Antologia di testi, a cura di Antonio Capizzi, Firenze, La Nuova Italia, 1977, XXII-121 p.

15/ Eraclito e la sua leggenda. Proposta di una diversa lettura dei frammenti, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1979, 140 p.

16/ La repubblica cosmica. Appunti per una storia non peripatetica della nascita della filosofia in Grecia, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1982, 594 p.

[Trad. ingl. The Cosmic Republic. Notes for a non-peripatetic history of the birth of philosophy in Greece, Amsterdam, J. C. Gieben, 1990, 521 p. (http://www.real-book.com/9377_antoniobuerovallejodavidjohnston.html)].

17/ Platone e il suo tempo, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1984, 228 p. (http://www.libraweb.net/Documenti/schede/Platone.pdf).

18/ Forme del sapere nei presocratici, a cura di Antonio Capizzi e Giovanni Casertano, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1987, 341 p.

19/ L'uomo a due anime. Dall'infanzia mimica, dalla comicità adolescenziale, al tragico come scelta adulta, Firenze, La Nuova Italia, 1988, XII-398 p.

20/ Il tragico in filosofia, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1988, 126 p.

21/ I sofisti ad Atene. L'uscita retorica dal dilemma tragico, Bari, Levante, 1990, 254 p. (http://www.levantebari.com/ran04fil.htm).

22/ Platone, Protagora, a cura di Antonio Capizzi, Firenze, La Nuova Italia, 1994, XXV-70 p.

23/ Paradigma, mito, scienza. Studi sul pensiero greco, Roma, GEI, 1995, 402 p.

24/ Platone nel suo tempo. L'infanzia della filosofia e i suoi pedagoghi, Pisa, Istituti editoriali e poligrafici internazionali, 1997, 228 p.

 

Articoli e saggi :

1/ Anima e corpo nel XIII secolo, in "Giornale Critico della Filosofia Italiana", fasc. 1-2, Firenze, Sansoni, 1951, pp. 25-42, 206-227.

[...] IN VIA DI COMPLETAMENTO

La giustizia da Omero a Platone, in "Il Contributo", Nuova serie 1 (XIX), 1998, Gennaio-Aprile 1998, pp. 47-58 (http://www.geocities.com/Athens/Agora/6222/1-98.An.Ca.html).

 

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