
a
cura di
Davide
Fasolo
Martin
Heidegger nasce a Messkirch nel Baden, il 26 Settembre
1889. E' figlio di Friedrich Heidegger, sagrestano e
bottaio e Johanna entrambi cattolici.
Nel 1903 inizia i suoi studi a Costanza, nel 1906 si
trasferisce a Friburgo in Brisgovia dove conclude i suoi
studi al ginnasio locale, qui nel 1911 si iscrive
all'Università di Friburgo in cui frequenta i corsi di
teologia e filosofia diventando allievo di Heinrich
Rickert con cui si laurea nel 1913 discutendo una tesi su La
dottrina del giudizio nello psicologismo (LU13),
successivamente nel 1915 guadagna anche la libera docenza
con la tesi La dottrina delle categorie e del
significato in Duns Scoto (KS15).
Sempre a Friburgo, nel 1916 diventa assistente di Edmund
Husserl. Nel 1917 sposa Elfride Petri con la quale avra'
due figli: Jörg e Hermann.
Nel 1923 lascia Friburgo per Marburgo dove ottiene la
cattedra all'università, dovie rimane fino al 1927, qui
ha modo di conoscere da vicino eminenti personalita' della
scuola neokantiana, come Nicolai Hartmann e Paul Natorp,
in seguito ritorna a Friburgo per sostituire Husserl nella
sua cattedra. Con il maestro fenomenologo si verifica una
rottura culturale e dottrinale per la pubblicazione, nel
'27 di Essere e tempo(SZ27)
considerato troppo antropocentrico .
Nel 1933 viene nominato rettore dell'Università di
Friburgo e aderisce quindi per breve tempo al
nazionalsocialismo, pero' per dissensi con il governo
nazista l'anno successivo si dimette dal rettorato.
Nel 1936 Heidegger è a Roma dove incontra Giovanni
Gentile e pronuncia la conferenza Hölderlin e
l'essenza della poesia(HW36).
Nel 1944 le truppe alleate occupano Friburgo e vietano ad
Heidegger di continuare la sua attività didattica a causa
del suo passato rapporto col nazismo, verrà riabilitato
all'insegnamento solo nel 1952. Nel 1955 lascia
l'insegnamento a Friburgo per ritirarsi a Todnauberg,
nella Foresta Nera, dove continua la sua attività di
ricerca.
Nel biennio 1966-67 dirige con Eugen Fink un seminario su
Eraclito(E66/67)
all'Università di Friburgo. Successivamente invitato dal
poeta Rene' Char a Le Thor in Provenza, tiene dei seminari
su Eraclito(LT68)
e Parmenide(LT69).
L'ultimo seminario(Z73)
è tenuto a Zäringen, quartiere di Friburgo in cui
abitava.
Il 26 maggio 1976 muore a Messkirch.
Heidegger è il pensatore che per primo, nel nostro
secolo, ha riproposto l'antica questione del Senso
dell'Essere in modo nuovo, criticando l'ontologia classica
e moderna, dalle sue origini greche fino alle sue estreme
conseguenze idealistiche e nietzschiane. Il suo programma
di dissolvimento della metafisica occidentale, non e'
puramente distruttivo ma propositivo in vista di una
comprensione autentica della verita' dell'essere.
L'errore della metafisica, che protrandosi durante le
epoche storiche e' causa del nichilismo, consiste per
Heidegger, nel prendere in considerazione, in ogni ricerca
ontologica, non l'essere stesso ma gli enti. Nel
continuare a confondere l'essere con l'ente, dell'essere
alla fine rimane nulla. Il nichilismo e' allora il vagare
dell'uomo tra gli enti senza riconoscere cio' che gli e'
piu' vicino, l'essere, che si oblia all'apparire delle
cose.
Per preparare una nuova ontologia va innanzitutto
riconosciuta la differenza ontologica tra ente ed essere,
tra la cosa che appare come semplice presenza e cio' che
permette il mostrarsi della cosa, nascondendosi
all'esistenza che osserva (Dasein).
Proprio perche' l'essere non e' qualcosa, Heidegger ha
provocatoriamente sostenuto che l'essere e' niente, per
questo egli fu imputato di nichilismo da alcuni suoi
critici. Ma chi lo ha etichettato in questo modo, non ha
tenuto conto della differenza ontologica che la parola
niente, non-ente, introduceva. L'essere per Heidegger non
e' il vuoto nulla che il nichilista persegue, ma una
pienezza indicibile che permette l'apparire delle cose per
l'uomo aperto al dono a lui destinato. L'evento(Ereignis)
si da' in un reciproco rapporto di apertura tra i
distanti, cioe' l'essere(Sein) e l'esistenza(Dasein), da
cui scaturisce la cosa presente, l'ente(Seiende). Il luogo
senza il quale l'evento non accade e' il linguaggio,
definito La casa dell'essere, e tema preminente
nelle ultime ricerche del nostro filosofo.
Il cammino di pensiero che Heidegger ha percorso, non e'
sempre lineare, ha influito su diverse correnti e scuole
filosofiche del nostro secolo tra cui la fenomenologia
husserliana, l'esistenzialismo influenzato da Essere e
tempo(SZ27)
e l'ermeneutica che grazie alle meditazioni sul linguaggio
soprattutto dell'ultimo Heidegger, ha potuto scoprirsi
disciplina di primaria importanza nel panorama filosofico
contemporaneo.
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Bibliografia delle opere
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