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Nota introduttiva al Quaderno
 
Nel linguaggio accademico italiano il termine "Filosofia della Conoscenza" è sinonimo di "Gnoseologia" ed è talvolta considerato più o meno affine a "Epistemologia". Quest'ultima espressione, tuttavia, a differenza del corrispettivo inglese "Epistemology", è prevalentemente usata, in Italia, per designare la sola Filosofia della Scienza, o più precisamente quelle parti di essa che trattano della giustificazione del valore conoscitivo delle affermazioni scientifiche, quindi una particolare branca della più generale Filosofia della Conoscenza. D'altro canto, il termine "Gnoseologia" suona ormai obsoleto e non più aderente alle novità che caratterizzano gli sviluppi recenti delle problematiche epistemologiche e gnoseologiche. Per tutte queste ragioni, nel dare il titolo al presente Quaderno abbiamo optato per il termine, semanticamente non ambiguo, "Filosofia della Conoscenza". 

Nel suo più che millenario sviluppo storico, la Filosofia della Conoscenza è stata caratterizzata da due costanti fondamentali: (1) il riferimento al problema dello scetticismo; (2) il rapporto con le cosiddette scienze positive - siano queste dimostrative e a priori (logica, matematica, ecc.) oppure empiriche e a posteriori (fisica, biologia, sociologia, ecc.). I filosofi della conoscenza si sono infatti prevalentemente impegnati: (1) a discutere il senso e la validità dell'istanza scettica, per lo più con lo scopo di mostrare l'esistenza di criteri atti a circoscrivere l'ambito della conoscenza rispetto ad altre sfere della cultura e a distinguere le pretese conoscitive valide da quelle non valide; e (2) a interrogarsi sulla possibilità, le caratteristiche e i limiti della conoscenza tenendo conto di come si è venuta sviluppando e strutturando l'impresa scientifica, elevata da alcuni al rango di paradigma dell'attività conoscitiva. Questi due nuclei di riflessione non sono privi di relazione tra loro: la questione generale di quali siano gli aspetti che caratterizzano l'attività conoscitiva riguarda non solo le conoscenze di senso comune o i criteri della conoscenza percettiva, ma anche e soprattutto le affermazioni delle scienze positive. Anzi, la formulazione di leggi scientifiche di portata universale e la postulazione di entità e di processi non direttamente osservabili rende il problema della legittimazione delle nostre pretese conoscitive forse ancora più acuto e consistente. 

Soprattutto dopo Kant e gli indirizzi di pensiero che a lui si sono variamente richiamati, si è teso da più parti a identificare il problema gnoseologico con la giustificazione delle scienze positive. Questa riconduzione della Filosofia della Conoscenza alla Filosofia della Scienza è risultata particolarmente marcata nel Positivismo logico o Empirismo logico. Inoltre, la cosiddetta "svolta linguistica", che ha caratterizzato una parte cospicua della filosofia del nostro secolo, ha fatto sì che per svariati decenni molti problemi gnoseologici siano stati delegati ad altri ambiti di ricerca, in particolar modo alla Filosofia del Linguaggio e a quella che oggi viene chiamata Filosofia della Mente. Soltanto a partire dagli anni sessanta, soprattutto in seno alla filosofia analitica statunitense, si è assistito alla ripresa di tematiche esplicitamente caratterizzate come proprie della Filosofia della Conoscenza o della Epistemology. 

Per le ragioni storiche considerate, l'ambito della Filosofia della Conoscenza, si è sovrapposto e continua a sovrapporsi ad altri ambiti di ricerca filosofica, primi fra tutti, appunto, la Filosofia della Scienza, la Filosofia del Linguaggio e la Filosofia della Mente. Esso comprende inoltre le problematiche e le soluzioni proposte da molteplici e differenti tradizioni filosofiche - in primo luogo, al giorno d'oggi, la tradizione analitica anglo-americana. Nel presente Quaderno cercheremo di offrire una panoramica il più possibile rappresentativa del lavoro che si svolge in questo vastissimo campo, tenendo conto degli apporti provenienti dalle maggiori correnti gnoseologiche e guardando a ciò che accade tanto in Italia quanto all'estero.

 
[Indice del Quaderno] 
 

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