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Verso un cogito materiale. Il ms. B.N. fr. 14709: Principes physiques de la raison et des passions des hommes Car c'est à la flexion des fibres du cerveau que l'auteur de la nature a attaché les pensées des hommes
Il manoscritto n.a. fr. 14709 della Bibliothèque Nationale di Parigi dal titolo Principes physiques de la raison et des passions des hommes, opera di «Mr Maubec, dottore in medicina della facoltà di Montpellier», di cui non si conoscono notizie biografiche precise (infra, nota 8), presenta vari spunti teorici interessanti per rintracciare il percorso di quella crisi del cartesianismo tra Sei e Settecento - un tratto importante del quale si svolge in ambito medico-filosofico - che porterà, attraverso l'eclettismo della scuola di Montpellier, alla definizione di prospettive filosofiche nuove e al materialismo vitalistico (o, meglio, organicistico) di Diderot, in particolare(2). Quali siano questi spunti teorici di rilievo, vediamoli attraverso una breve descrizione del manoscritto. Anzitutto, qualche cenno alla storia del testo. Esiste un esemplare a stampa edito a Parigi nel 1709 sotto lo stesso titolo, con privilegio accordato dal censore Fontenelle da cui, secondo l'opinione di Ann Thomson, sembra ricavata la stessa copia manoscritta. Thomson aggiunge, tuttavia: «bien qu'il faille rester prudent sur l'origine d'un tel manuscrit»(3). In effetti non ci vi sono elementi probanti in modo definitivo a favore della priorità del testo a stampa(4). In B.N. fr. 14709 non si rilevano caratteristiche né esterne, né interne che forniscano qualche indizio per uneventuale datazione. Ho inoltrato richiesta alla B.N. di Parigi di microfilmare il volume del 1709, completando qui la trascrizione del manoscritto in attesa di confrontare il testo nelle due versioni per stabilirne meglio i rapporti. Una prima ricerca, volta a verificare se esistano altre copie manoscritte nelle Biblioteche di Parigi (Arsenal, Mazarine, Ste Geneviève) ha avuto esito negativo. Ann Thomson segnala, infine, che B.N. n.a. fr. 14709 non è annoverato nella «lista dei manoscritti clandestini» stilata da Miguel Benitez(5). Ci sono, mi pare, buone ragioni per considerarlo tale, quanto meno per la natura degli argomenti di cui tratta che possono rientrare nel novero di quello che Aram Vartanian ha definito il cartésianisme matérialisant(6) : «le paradigme cartésien est utilisé sans alliage par le médecin Maubec, dans ses Principes, édités avec approbation et privilège en 1709 ( ). Pour l'auteur, Descartes est "un Philosophe que je révère"; mais ce n'est que la science cartésienne qui lui inspire ce sentiment ( ). Et ce qu'en effet Maubec rejette de lui, c'est la métaphysique du cogito. Par contre, la psycho-physiologie de Descartes qu'il conserve et remanie, le dirige irrésistiblement vers la matérialité de l'âme, ce qui transparaît assez dans l'annonce même du sujet de son livre»(7). Quali i termini di questo annuncio? Al foglio 8r, Maubec afferma: «Je decouvrirai la source de la varieté des jugemens des hommes et de l'incostance de leurs desirs: en un mot, je tâcherai de developper les principes de leurs connoissances et de leurs passions, et je ferai voir que ces principes sont purement mécaniques, c'est à dire, que les inclinations de la volonté et les pensées de l'entendement sont des suites naturelles de la disposition des organes du corps». L'interesse maggiore dei Principes - da cui la necessità di chiarire le vicende dei rapporti tra manoscritto e stampa - risiede dunque nell'affermazione di un'antropologia monista e «continuista». Secondo l'autore non c'è rottura tra l'uomo fisico e l'uomo morale; le passioni e la ragione hanno la stessa origine psico-fisiologica. Notevoli sono i rilievi di Maubec sul ruolo assegnato al cervello nella descrizione dello sviluppo delle funzioni inferiori e superiori dell'emozionalità e della razionalità umane, fino ad all'esposizione di una teoria sull'origine fisica del linguaggio. Maubec disegna infine una teoria dei «pregiudizi» fisici, come conformazioni delle idee legate all'educazione e alle abitudini della memoria, in virtù delle quali risulta necessaria la tolleranza religiosa dinanzi al fiorire delle diverse opinioni teologiche, legate appunto alleducazione e quindi alla formazione meccanica e necessaria dei préjugés, nel linguaggio (cap. 11). Per questi aspetti i Principes sono una testimonianza importante della crisi del cartesianismo in Francia agli inizi del Settecento e dell'affermazione del nuovo paradigma medico-filosofico della scuola di Montpellier, che s'inscrive nella corrente organicistica da cui proviene lo stesso Rêve de D'Alembert (1769) di Diderot. Il testo, infine, si situa bene nel contesto di altri manoscritti clandestini e testi a stampa degli inizi del Settecento, cui va confrontato: il ms. 702, della biblioteca municipale di Douai (anch'esso disponibile sul web), una raccolta in cui troviamo la Dissertation sur le Sentiment des Bêtes, l'Instinct et la Raison, Contre les Cartésiens; De la sympathie et de l'antiphatie; De l'instinct dans bien des actions; Arguments du Pirronisme, pour une demoiselle qui vouloit apprendre les Principes Philosophiques de cette Secte; De l'âme et de ce qu'elle devient après la mort, su cui compare, al foglio 53v, la data 1723. Accanto a questi, andrebbero tenuti in considerazione anche i quattro testi recentemente editi da Olivier Bloch facenti capo a La Reponse du médecin Gaultier e ai mss. Parité de la vie et de la mort (Paris, 1993) e l'Essai philosophique sur l'âme des bêtes, Amsterdam, 17372 (17281; Paris, Fayard, 1985) di David-Renaud Boullier, come termini di confronto, in taluni casi polemico, all'interno del percorso di crisi del cartesianesimo settecentesco. A proposito dell'autore, il nome di Maubec non compare nella lista dei professori e dei dottori della Scuola di Montpellier stilata da L. Dulieu nella sua grande Tesi, né negli Archivi della stessa Scuola(8). Ciò induce a pensare alla possibilità che l'autore abbia cercato copertura dietro uno pseudonimo. E in tal caso, resta ancora da stabilire chi, vicino alla cerchia di Fontenelle e dei cartesiani eterodossi, possa verosimilmente aver redatto questo trattatello medico, improntato già a quel materialismo biologico che avrà, più tardi, notevole fortuna nelle opere di La Mettrie, Diderot e d'Holbach. Paolo Quintili N O T E
(1) Comunicazione presentata all'Università di Cagliari, in occasione dellIncontro di studi sulla filosofia cartesiana e sulla sua diffusione tra 600 e 700, svoltosi il 21 e il 22 gennaio 2000 nel quadro delle attività del progetto di ricerca al 40% di interesse nazionale (coordinatrice: Prof.ssa Maria Teresa Marcialis). (2) A questi temi ho dedicato, negli ultimi anni, una serie di studi, parte dei quali ora raccolti nella tesi di Doctorat sotto la direzione di O. R. Bloch, discussa il 16 gennaio 1999 all'Università di Parigi I - Sorbonne, dal titolo: La pensée critique de Diderot et l'Encyclopédie. Science, poésie, idéologie. 1742-1782, da cui ho tratto il volume in corso di pubblicazione presso Honoré Champion (Paris): La pensée critique de Diderot. Matérialisme, science et poésie à l'âge de l'Encyclopédie. 1742-1782 (uscita prevista: primavera 2001). (3) La Mettrie et la littérature clandestine, in O. Bloch (ed.), Le matérialisme du XVIIIe siècle et la littérature clandestine, Paris, Vrin, 1982, p. 238. (4) Cfr. A. Thomson, Qu'est-ce qu'un manuscrit clandestin?, in Bloch (ed.), op. cit., p. 14. Nell'intervento citato della Thomson si accostano in modo molto efficace Maubec e La Mettrie al courant médical che va ben al di là di ciò che Vartanian definisce un cartésianisme sans alliage. La Thomson: "Signalons l'ouvrage de Maubec, Principes physiques, publié en 1709, qui tout en refusant une conclusion déterministe, montre à quel point l'esprit et la volonté sont dépendantes des fonctions physiques. Or, il existe une copie manuscrite de cet ouvrage à la BN ( ) ce fait mérite néanmoins d'être relevé" (p. 238). Il cartesianismo di Maubec, in realtà, si allea ad altre istanze - ad es. la fisicità del cogito - già lontane dalla fisiologia di Descartes. (5) Cfr. M Benitez, Liste et localisation des traités clandestins, in Bloch (ed.), op. cit., pp. 17-25 e Matériaux pour un inventaire des manuscrits philosophiques clandestins des XVIIe et XVIIIe siècles, in "Rivista di storia della filosofia", n°3, 1988, pp. 501-531. (6) A. Vartanian, Quelques réflexions sur le concept d'âme dans la littérature clandestine, in Bloch (ed.), op. cit., p. 156. 8) La Médecine à Montpellier, vol. III: L'Epoque classique, Avignon, Presses universelles, 1983; Idem, Mouvement scientifique montpelliérain du XVIIIème siècle, in «Revue dHistoire des Sciences», n° 11, 1958, pp. 230-248.
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